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Scongelata la riforma forense

del 04/06/2011
di: di Gabriele Ventura
Scongelata la riforma forense
La camera «scongela» la riforma forense. Due mesi dopo l'ultimo esame e rinvio della legge di riordino della professione, la Commissione giustizia dovrebbe tornare infatti a riunirsi i prossimi martedì e mercoledì della prossima settimana per sbloccare finalmente un iter che finora è andato a passo di lumaca. Sono passati quasi sei mesi dal 26 gennaio scorso, quando la II Commissione prese per la prima volta in mano le redini del provvedimento. Da lì, la pochezza di altri cinque incontri, l'ultimo dei quali il 12 aprile scorso. Quando i deputati decisero di avviare un accertamento conoscitivo sulla professione forense, attraverso informazioni e dati da richiedere al Consiglio nazionale forense, alla Cassa di previdenza di categoria e all'Organismo unitario dell'avvocatura. Tempi dell'operazione: 15 giorni, assicurò il vice presidente della Commissione, Fulvio Follegot. Peccato che fino a un paio di settimane fa, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i diretti interessati non avessero ricevuto alcuna richiesta da Montecitorio, arrivata solo nei giorni scorsi. Insomma, di questo passo la sensazione è che la riforma, approvata in extremis dal senato proprio alla vigilia del congresso forense di novembre dell'anno scorso, resti arenata in Commissione ancora a lungo. Una possibilità che però Cnf e Oua non vogliono neanche prendere in considerazione, come ribadito ieri al convegno «Gli avvocati e il sistema giustizia», organizzato a Siracusa dal Consiglio dell'ordine locale e dall'Unione degli ordini siciliani. «La riforma dell'avvocatura, che mira a una sua maggiore qualificazione, deve procedere di pari passo con la riforma costituzionale della giustizia», ha detto infatti Andrea Mascherin, consigliere segretario del Cnf: «La separazione delle carriere, sulla quale siamo d'accordo, non deve compromettere la indipendenza della magistratura e richiede anche un'avvocatura rinnovata nel suo statuto e qualificata». «La riforma della professione forense», ha continuato Mascherin, «dopo il voto al senato, è ferma alla camera: occorre procedere alla sua approvazione». Anche Carlo Allorio, consigliere del Cnf, ha evidenziato come «sulla riforma forense sia calata l'attenzione della politica, mentre è urgente la sua approvazione». In particolare, l'attenzione dell'avvocatura è rivolta a mettere fine all'emergenza ormai cronica della professione forense: l'accesso. «La proposta avanzata in maniera unitaria da tutte le componenti dell'avvocatura prevedeva un sistema rigoroso a partire dalle prove preselettive, che poi il senato ha eliminato», ha sottolineato Allorio. In pressing sulla Commissione giustizia anche l'Oua. «La riforma forense è il convitato di pietra della politica italiana e anche in questa legislatura si rischia il nulla di fatto», ha attaccato il presidente, Maurizio de Tilla, ai margini dei lavori del convegno, «È necessario far ripartire il dibattito alla camera dei deputati e fare le necessarie modifiche al ddl. Il testo varato dal senato ha cancellato il rigore proposto dall'avvocatura per l'accesso alla professione: questo fondamentale aspetto va ripristinato».
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