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Debiti delle imprese da congelare

del 01/06/2011
di: di Vittorio Marotta
Debiti delle imprese da congelare
Una mozione che impegna il governo ad approntare una moratoria di un anno per la riscossione dei crediti da parte di Equitalia nei confronti delle imprese e delle famiglie in difficoltà. La proposta, presentata dall'Udc, sembra incontrare i favori del mondo delle professioni contabili. «Una richiesta che, qualora ricevesse il giusto seguito, sarebbe senza dubbio in grado di portare vantaggi immediatamente fruibili», evidenzia Raffaele Marcello, presidente di Unagraco, commentando l'iniziativa. L'obiettivo, hanno fatto sapere i vertici del partito, è di calendarizzare la mozione nel minore tempo possibile, tanto che sarà presentata come forma di emendamento al Decreto Sviluppo in discussione a giugno. «La mozione, presentata il 24 maggio 2011, si rivolge a quelle famiglie e a quelle imprese che sono in difficoltà economiche e che ovviamente non figurano tra gli evasori», evidenzia il numero uno dell'Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili.

Si cerca in questo modo di fronteggiare una situazione di difficoltà che attraversa il paese, coinvolgendo milioni di cittadini italiani, professionisti e aziende. Le conseguenze, secondo quanto riportato dall'Udc, sono la chiusura delle piccole e medie imprese, criticità per le famiglie che già versano in condizioni di difficoltà e una grave perdita dell'occupazione. Si è così determinata una drammatica emergenza sociale che avrà pesanti ripercussioni sul mondo del lavoro e sui redditi delle famiglie, con conseguenze disastrose per l'economia locale.

Domanda. Presidente Marcello, al 9 aprile 2011 i concessionari della riscossione avevano concesso 1.145 dilazioni per un importo complessivo che supera abbondantemente i 15 miliardi di euro. Secondo uno studio effettuato da Federcontribuenti, almeno il 40% di coloro che hanno aderito alla rateizzazione (si parla di più di un milione di contribuenti) sta riscontrando forti difficoltà nel potervi adempiere. Quali potrebbero essere i benefici qualora la mozione proposta dall'Udc andasse in porto?

Risposta. Sarebbe la dimostrazione di un grande segnale di civiltà, che potrebbe contribuire sensibilmente ad aiutare le famiglie e le imprese in difficoltà. L'iniziativa, infatti, invita anche a considerare la possibilità di ridurre gli interessi delle sanzioni annesse, e di prevedere un aumento del numero massimo di rate concesse nelle rateizzazioni da Equitalia. Ad oggi parliamo di 72 quote, mentre l'obiettivo sarebbe quello di portarle a 120. In questo modo si avrà la possibilità di alleggerire e di diluire in un arco temporale più ampio il peso della rateizzazione. Allo stesso tempo, inoltre, si permetterà ai contribuenti che hanno arretrati di disporre di sanzioni meno gravose.

D. Secondo i dati almeno 2 milioni di contribuenti che potrebbero sanare le loro posizioni non presentano richiesta di rateizzazione proprio per l'impossibilità di pagare alle attuali condizioni considerate troppo onerose. Inoltre, la moratoria intende sollecitare la possibilità di compensare i propri debiti con i crediti verso gli enti pubblici.

R. È un aspetto fondamentale, in quanto lo Stato solitamente è il primo a ritardare nei pagamenti. In questo modo ci sarebbe così la possibilità di poter usufruire del proprio credito nei confronti dello Stato, utilizzando fondi certi che però al momento sono incagliati, per potere quindi arrivare al pagamento dei debiti. Se infatti è inverosimile che lo Stato debba trovarsi a pagare un contribuente che ha un debito nei propri confronti, è altrettanto vero che non è molto in linea con i tempi assistere a situazioni in cui un contribuente vanta dei crediti nei confronti delle istituzioni, e inoltre è chiamato a pagare i propri debiti rispettando invece le scadenze, perché altrimenti incorrerebbe nel rischio di essere coinvolto in un sistema di sanzioni che è abbastanza oneroso.

D. Non ritiene quindi che si corra il rischio di premiare chi evade e chi non ha pagato?

R. Non credo proprio che si possa verificare attraverso questa iniziativa una sorta di premialità per gli evasori, tutt'altro. Secondo quanto proposto dall'Udc, e condiviso pienamente da Unagraco, non dovrebbero godere di questa moratoria coloro che rientrano tra gli evasori, ma solamente quelle famiglie che sono in difficoltà. Parliamo di circa 6 milioni di nuclei. Come è possibile dimostrare chi è in difficoltà? Attraverso la presentazione di una documentazione dalla quale si può evincere lo stato dell'impresa (quindi i bilanci) o della famiglia, attraverso i modelli dichiarativi. Come riportato dalla mozione, l'ampio ricorso allo strumento delle procedure esecutive per attuare il recupero dei crediti dello Stato, quali ipoteche immobiliari, pignoramenti di stipendi e conti correnti bancari, fermi amministrativi sui beni mobili registrati, finisce spesso per penalizzare anche quei contribuenti che sono incolpevolmente morosi, non distinguendo cioè tra evasori e cittadini onesti in difficoltà, che si trovano a perdere la casa ipotecata o a chiudere le proprie attività.

D. Analizzando la proposta, viene richiesta l'istituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle imprese in difficoltà per le pendenze, che si troverebbero costrette a licenziare i dipendenti e a fallire. Le stime parlano di una cifra che si aggira intorno al milione e mezzo di aziende.

R. Sarebbe un segnale di importanza considerevole, soprattutto in questi tempi di forte crisi economica che è ovviamente andata a colpire numerosissime imprese. Ovviamente le difficoltà portano spesso ad un accumulo di tasse e di arretrati, e la conseguente richiesta di rateizzo, con tutto quello che ne deriva. Il contribuente infatti spesso si trova nella condizione di non avere la possibilità di ottenere le adeguate garanzie per assicurare di poter rientrare nel debito, e – di conseguenza – si assiste a un rallentamento del rateizzo.

D. Quale potrebbe essere, allora, una misura sostenibile?

R. Ritengo che lo stesso mondo dell'imprenditoria potrebbe dare vita a un fondo di garanzia che sia in grado di fornire un valido contributo nei confronti di quelle aziende a rischio fallimento, che si trovano costrette a licenziare i propri dipendenti.

D. Quali finalità potrebbe avere questo fondo?

R. Lo si potrebbe adoperare come sistema in grado di fungere da garanzia verso i terzi, utilizzandolo sia all'interno delle aziende che come volano per il sistema bancario.

D. La mozione impegna inoltre il governo a promuovere iniziative normative volte a utilizzare sui territori regionali i profitti che Equitalia matura dalla riscossione dei tributi insoluti, atteso che il 50% delle somme riscosse sono sanzioni e interessi. Lei ha in più occasioni parlato dell'esistenza di due economie ormai distinte e separate nel nostro paese.

R. Sicuramente potrebbe essere un esperimento dalla grande importanza se si provvedesse all'utilizzo di queste sanzioni e di questi interessi: si tratta di somme che arrivano dalle imposte dei contribuenti che non sono in regola con i pagamenti. Sarebbe un dato rilevante se Equitalia, una volta riuscita a ottenere questi incassi, riuscisse a utilizzarli nell'ambito di una perequazione territoriale. Purtroppo, infatti, in seguito alla crisi economica la situazione varia molto a seconda delle diverse aree territoriali: ci troviamo di fronte a una differenziazione legata soprattutto al posizionamento geografico. È opportuno quindi creare sinergie che aiutino a dissipare le difficoltà di un territorio come quello meridionale in cui le attività imprenditoriali sane sono sempre più rare.

D. Un'altra proposta riguarda la possibilità di destinare l'ammontare alla creazione di fondi di sostentamento per famiglie e lavoratori autonomi in difficoltà, permettendo di avviare i piccoli cantieri che gli enti locali non riescono ad attivare, come volano di economia territoriale.

R. Ritengo si tratti di un altro punto di grande interesse. Ci troveremmo in questo caso di fronte ad una sorta di federalismo allargabile. Sarebbe infatti molto vantaggioso utilizzare queste somme secondo il gettito di provenienza. Ci troveremmo di fronte a un esperimento di federalismo al passo con i tempi e in linea con quanto auspicato.

Secondo la mozione, allo stato delle cose manca una strategia per eliminare i casi crescenti di vessazione e per introdurre politiche più aderenti alle oggettive situazioni di difficoltà come sta accadendo a migliaia di contribuenti, siano essi imprese o cittadini. L'opinione di alcuni esperti di diritto tributario, infatti, è che la mancanza di principi in tema di tutela del contribuente nella fase di riscossione coattiva ed il rinvio contenuto nella disciplina speciale in tema di esecuzione forzata tributaria alle norme del codice di procedura civile hanno finito di provocare un grave deficit di garanzie giurisdizionali nella fase di realizzazione esecutiva del credito tributario, sottraendo alle commissioni tributarie tutte le controversie aventi ad oggetto il controllo della legittimità delle esecuzioni.

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