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Federalismo, arrivano i soldi

del 01/06/2011
di: di Francesco Cerisano
Federalismo, arrivano i soldi
Federalismo fiscale senza scossoni per i comuni. Almeno per il 2011. Nel primo anno di vita della riforma, con i bilanci municipali da chiudere entro il 30 giugno e i fabbisogni standard ancora da definire, il governo ha scelto la linea soft nella ripartizione del fondo di riequilibrio. E ha garantito ai sindaci sostanzialmente le stesse risorse dell'anno scorso. Gli enti sotto i 5 mila abitanti (che rappresentano il 70% del totale dei comuni italiani) non perderanno nemmeno un euro, anzi in alcuni casi ci guadagneranno, mentre per i grandi centri viene stabilito un paracadute che limiterà le perdite allo 0,28%. A farne le spese ovviamente le città più popolose e storicamente premiate dai trasferimenti erariali come Roma e Napoli che perderanno rispettivamente 2 e 1,3 milioni di euro. A Milano e Torino mancheranno invece 1,15 milioni e 847 mila euro. In totale finiranno sul territorio 11,265 miliardi di euro, ripartiti tra compartecipazione Iva (2,889 miliardi) e fondo di riequilibrio (8,375 miliardi). Qualcosina in più (circa 22 milioni di euro) rispetto ai primi calcoli della Copaff. Entro giugno i comuni riceveranno i due terzi delle spettanze, mentre la restante quota sarà versata entro novembre. Il via libera alla ripartizione dei due pilastri della futura fiscalità locale è arrivato ieri con due distinti accordi, in Conferenza Unificata (per il dpcm sull'Iva) e in Conferenza stato-città (per il fondo di riequilibrio). Il governo ha incassato il consenso dell'Anci dopo che tutte le condizioni poste dai sindaci (e anticipate su ItaliaOggi del 31/5/2011) hanno trovato accoglimento. In materia di Iva l'aliquota di compartecipazione è stata fissata al 2,58% e la fetta di imposta sul valore aggiunto che andrà nelle casse dei 6.700 comuni delle regioni a statuto ordinario è stata determinata dividendo il gettito regionale per il numero di abitanti. Un calcolo, tutto sommato semplice, (si veda ItaliaOggi del 21/5/2011) che premia Emilia-Romagna e Toscana i cui comuni riceveranno rispettivamente 67 e 66 euro per abitante, seguite da Lombardia, Lazio e Liguria (rispettivamente con 64,78, 64,75 e 64,68 euro pro capite). Più complessa, invece, la ripartizione del fondo, in considerazione delle tante variabili poste dalla legge. Così come previsto dal dlgs sul fisco municipale il 30% del fondo (e dunque 2,512 miliardi di euro) è stato suddiviso tra i comuni sulla base del numero di abitanti. Il dpcm ha poi previsto criteri distinti per i piccoli comuni e per quelli con più di 5 mila abitanti. Ai mini-enti, in cui la somma dell'Iva e della fetta del fondo attribuita in base alla popolazione non garantiva almeno la stessa cifra dei trasferimenti fiscalizzati, è stato riconosciuto un importo aggiuntivo. Ai grandi centri è stato attribuito un ulteriore 10% del fondo in proporzione al peso di ciascun comune nella produzione del gettito dei tributi immobiliari. E per finire sono stati previsti due tetti, uno per eccesso e un altro per difetto, in modo da limitare in positivo o in negativo l'ammontare dei nuovi importi: ai sindaci non potrà andare più del 110% dei trasferimenti fiscalizzati e meno del 99,72%. Con una perdita contenuta dunque allo 0,28%.
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