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Libri smarriti? Ok all'accertamento induttivo

del 01/06/2011
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Libri smarriti? Ok all'accertamento induttivo
Via libera dalla cassazione agli accertamenti induttivi in caso di smarrimento di uno o più libri contabili obbligatori. Anche nel caso in cui l'indisponibilità del libro inventari sia pacificamente incolpevole, con denuncia di smarrimento antecedente all'ispezione tributaria, gli Uffici saranno comunque legittimati a ricostruire induttivamente il reddito, secondo le modalità di cui al comma secondo dell'articolo 39 del dpr 600/1973.

Con queste conclusioni, espresse nella sentenza n. 9201/11 depositata in cancelleria lo scorso 21 aprile, la Corte di cassazione ha ribaltato le decisioni dei due gradi di merito favorevoli al contribuente, riconoscendo, nel caso di specie, la piena ammissibilità della ricostruzione induttiva operata.

Il caso a Milano, dove la Ctr Lombardia aveva dato ragione al contribuente che si era trovato a subire un accertamento induttivo, sulla scorta della indisponibilità del libro inventari di cui, in un periodo antecedente alla verifica, aveva regolarmente denunciato lo smarrimento.

Come è noto, l'articolo 39 del dpr 600/1973, al comma 2, disciplina i casi in cui è facoltà degli uffici finanziari procedere ad una rideterminazione del reddito d'impresa basata su dati e notizie comunque raccolte e con presunzioni semplici, a prescindere dalle scritture contabili; questo stesso comma individua alla lettera c) l'indisponibilità, per cause di forza maggiore, delle scritture obbligatorie quale evento legittimante la verifica induttiva.

È pacifico che la fattispecie dello smarrimento non rientri tra le cause di forza maggiore, essendo queste ultime determinate dal manifestarsi dell'evento sfavorevole malgrado l'adesione ad un comportamento diligente da parte del contribuente. In tali casi, pertanto, la prassi accertativa propende per l'applicazione di metodologie analitiche piuttosto che induttive, stando anche a quanto disposto, almeno secondo un'interpretazione strettamente letterale, dal comma 2, lettera c), del citato articolo 39.

Basando le proprie decisioni sui suddetti ragionamenti, oltre che sulla effettiva incolpevolezza del contribuente riguardo alla indisponibilità del libro inventari, sia il primo che il secondo grado di giudizio si erano espressi in senso favorevole al contribuente, concludendo per l'annullamento dell'atto impugnato.

Di parere completamente opposto la cassazione che, contrariamente a quanto osservato dai giudici di merito, individua quale circostanza determinante l'incompletezza della contabilità, causata proprio dell'assenza del libro inventari. «Che l'indisponibilità del libro inventari», osserva Piazza Cavour, «fosse incolpevole (come la Ctr sembra aver ritenuto avendo rilevato che ne era stato denunciato lo smarrimento in data anteriore all'ispezione tributaria), non toglie che l'incompletezza della contabilità ne rendeva inattendibili le risultanze ed integrava uno dei presupposti di fatto che giustificano l'accertamento induttivo».

Pertanto, lo smarrimento di uno o più libri contabili obbligatori, sebbene non sia propriamente configurabile come causa di forza maggiore, va comunque a indebolire l'attendibilità complessiva della contabilità, giustificando l'applicazione di metodologie induttive per la ricostruzione del reddito.

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