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All'Enpacl si riapre il cantiere riforma

del 31/05/2011
di: La Redazione
All'Enpacl si riapre il cantiere riforma
La riforma della previdenza dei consulenti del lavoro torna in cima alle priorità. È di questo avviso il nuovo vertice della cassa di categoria. Eletto meno di una settimana fa, il neo presidente Alessandro Visparelli è infatti già all'opera per intervenire e migliorare quella sostenibilità di lungo periodo trentennale richiesta dalla Finanziaria 2007 che oggi non c'è.

Insieme a ItaliaOggi il numero uno dell'Enpacl commenta il risultato elettorale e anticipa le prossime mosse.

Domanda. Presidente Visparelli, con la sua elezione l'assemblea dei delegati ha voluto dare un forte segnale di discontinuità rispetto al passato. Perché secondo lei?

Risposta. Perché i colleghi hanno avvertito la necessità di voltare pagina dando fiducia al programma e ai candidati delle liste Ancl. Un programma che restituisce centralità al ruolo del delegato lanciando nel contempo un preciso segnale per una categoria unita. Consiglio nazionale, ente di previdenza e sindacato si devono muovere in modo sinergico, nell'ambito dei rispettivi ruoli, ma con un unico obiettivo: il bene dei consulenti del lavoro.

D. Il suo predecessore, Vincenzo Miceli, ha iniziato un percorso di riforma conclusosi nel 2009. Poi più nulla. Qual è l'eredità che riceve in termini di sostenibilità dei bilanci e di adeguatezza delle prestazioni?

R. Possiamo dire che il processo di riforma è iniziato con un intervento di aiuto alla sostenibilità a breve, ma il vero intervento di riforma deve ancora essere messo in cantiere. Purtroppo, gli anni di crisi economica che hanno interessato l'intera Europa hanno avuto un impatto molto negativo anche sui professionisti in termini di riduzione del proprio volume di affari, dovuto anche ai ritardi dei pagamenti delle prestazioni. Ora è il momento di rimettere mano alla riforma studiando un nuovo modello di welfare professionale, anche per mettere in sicurezza la sostenibilità del sistema nel rispetto delle norme e in collaborazione con i ministeri preposti al controllo.

D. Parliamo di tenuta dei conti. Risulta a ItaliaOggi che l'Enpacl non supera, in base all'ultimo bilancio tecnico-attuariale al 31/12/2009, la soglia della sostenibilità a 30 anni. Ad oggi solo il sistema contributivo sembra dare sicurezze in questo senso. Cosa ne pensa?

R. Certamente adottando il metodo contributo nella liquidazione delle pensioni si faciliterebbe la sostenibilità del sistema ma verrebbe sfavorita l'adeguatezza della prestazione stessa. Sostenibilità e adeguatezza sono obiettivi difficilmente conciliabili. Sarà compito della prossima assemblea dei delegati e del cda studiare ed elaborare il sistema più confacente alla nostra categoria. Gli aspetti da valutare sono moltissimi, a volte discordanti tra di loro, fare sintesi non sarà semplice ma cercheremo di individuare le soluzioni più opportune a vantaggio del sistema. Per consentire ai delegati di esprime valutazioni e scelte consapevoli è nostra intenzione creare momenti formativi per fornire loro le necessarie conoscenze tecniche.

D. L'Enpacl è stata una di quelle casse che hanno subito delle perdite con il fallimento della banca d'affari Lehman Broters e più in generale con la crisi dei mercati finanziari. Quale sarà la sua strategia di investimento?

R. Purtroppo, la nostra cassa, come altre, ha fatto investimenti finanziari che oggi si sono rivelati sbagliati ma che, quando sono stati effettuati, potevano sembrare di grande rendimento. Proprio il tasso di rendimento molto spesso è direttamente proporzionale al livello di rischio dell'investimento. Dobbiamo, perciò, adottare un regolamento che fissi obiettivi, caratteristiche e criteri di investimento al fine di individuare i prodotti finanziari più idonei, sia in termini di rischio sia di rendimento, sui quali impiegare i nostri fondi.

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