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Fondi rustici conservatori

del 31/05/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Fondi rustici conservatori
Nessuna decadenza dell'agevolazione per l'acquisto dei fondi rustici acquistati in data anteriore al 30 giugno 1996, se il coltivatore diretto non ha cessato di coltivarli o non li ha ceduti nei cinque anni successivi.

Questo l'indirizzo fornito dalla direzione centrale - settore strategie - dell'Agenzia delle entrate con la circolare n. 25/E ieri, concernente l'efficacia retroattiva delle agevolazioni per la Piccola proprietà contadina (Ppc) nella versione vigente fino al 31/12/2009, di cui alla legge n. 604/1954.

Il comma 1, dell'art. 7, della legge 604/1954 disponeva il recupero nella misura ordinaria dell'imposta di registro e di quelle ipotecarie e catastali in luogo di quelle ridotte, nel caso in cui l'acquirente (permutante e/o enfiteuta), coltivatore diretto, avesse alienato volontariamente il fondo o i diritti (anche parzialmente) vantati sullo stesso o avesse cessato di coltivare lo stesso direttamente, prima del decorso di un preciso intervallo temporale.

Con la legge sull'orientamento e modernizzazione del settore, di cui al dlgs n. 228/200, l'intervallo temporale fissato in dieci anni dalla legge n. 590/1965 è stato ridotto a 5 anni, come espressamente disposto dal comma 1, dell'art. 11, mentre il successivo comma 5 ha stabilito che detto termine ridotto doveva essere applicato «… anche agli atti di acquisto posti in essere in data antecedente di almeno cinque anni la data di entrata in vigore del presente decreto…» ovvero a quelli di acquisto sottoscritti prima del 30/6/1996.

Il tenore letterale della disposizione aveva aperto numerose controversie sul tema, soprattutto in quelle posizioni in cui il coltivatore aveva acquistato il fondo anteriormente alla citata data del 30/6/1996, alienandolo anteriormente alla data di entrata in vigore del dlgs n. 228/2001 (30/6/2001), prima del compimento dei dieci anni prescritti dal comma 1, dell'art. 28, legge n. 590/1965.

Peraltro, con uno specifico documento di prassi (cm 26/11/2007 n. 63), l'Agenzia delle entrate aveva precisato che l'attenuazione del vincolo temporale (da 10 a 5 anni) si rendeva applicabile «… anche alle ipotesi in cui l'acquisto sia avvenuto in data anteriore all'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo (30 giugno 2001), ma a condizione che il successivo atto di rivendita – dal quale dipende l'eventuale decadenza dall'agevolazione – sia stato posto in essere successivamente all'entrata in vigore della norma…», con la conseguenza che, in presenza di una cessione effettuata prima del 30/6/2001, il vincolo temporale sembrava dovesse rimanere fissato in dieci anni.

Per l'Agenzia delle entrate, infatti, l'attenuazione del vincolo era stata prevista dal legislatore solo per regolare, nella fase transitoria, le difficoltà applicative inerenti all'introduzione del nuovo regime; detta indicazione non ha sempre trovato sostegno dalla giurisprudenza di legittimità, fino alla recente affermazione “rafforzata” della Suprema corte (Cassazione, Ss.uu., sentenza 28/1/2011 n. 2060).

Infatti, i giudici supremi con la sentenza richiamata, emanata su una fattispecie che vedeva l'acquisto con le agevolazioni e la successiva concessione in affitto del fondo, hanno confermato, preliminarmente, che il richiamato art. 11 ha ridotto il vincolo temporale e che il comma 5, del medesimo articolo, ha esteso «… l'efficacia retroattiva del termine quinquennale a tutti gli atti posti in essere prima del 30 giugno 2011, senza alcuna condizione …», ribaltando completamente la tesi dell'Amministrazione finanziaria.

Pertanto, la Suprema corte ha affermato che il termine quinquennale opera in modo retroattivo su tutti gli atti di acquisto posti in essere prima della data di entrata in vigore del dlgs n. 228/2001 (ante 30/06/2001), con la conseguenza che tale vincolo quinquennale resta applicabile a tutti gli atti posti in essere da meno di cinque anni, il cui termine di decadenza scadeva dopo l'entrata in vigore della nuova disposizione e per quelli posti in essere da meno di cinque anni, a prescindere, fatta salva l'emersione (contestata) di una specifica causa di decadenza.

L'Agenzia delle entrate, pertanto, ha preso atto dell'indirizzo fornito e, con il documento di prassi in commento, ha ritenuto superato il chiarimento emanato con la circolare n. 63/E/2007, confermando che la riduzione del vincolo temporale a 5 anni ha efficacia retroattiva e opera anche per gli atti di acquisto di fondo rustico stipulati prima del 30/6/1996, per i quali la decadenza si sia verificata prima del 30/6/2011, nel rispetto dell'unico limite concernente l'eventuale definitività dell'atto impositivo, per mancata impugnazione a cura del contribuente, o per l'intervenuto giudicato risultato favorevole alla stessa Amministrazione finanziaria.

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