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Ritenute con scritture semplici

del 29/12/2009
di: di Fabrizio G. Poggiani
Ritenute con scritture semplici
Per l'attribuzione delle ritenute dei soci alla società o associazione non è necessaria la scrittura privata autenticata, ma è sufficiente quella registrata o addirittura un semplice scambio di corrispondenza, con assolvimento dell'imposta di registro ove dovuta. E, stante l'attuale impianto normativo, la compensazione delle ritenute in capo al soggetto collettivo resta limitata all'ammontare residuale delle stesse, dopo l'utilizzo da parte dei soci per la copertura del proprio debito Irpef di periodo. Questi alcuni punti critici emersi nel recente chiarimento, fornito dall'Agenzia delle entrate con la circolare 56/E dello scorso 23 dicembre (ItaliaOggi 24/12/2009), concernente lo scomputo delle ritenute da parte dei soggetti collettivi, utilizzati dagli esercenti arti e professioni e assimilati per esercitare la propria attività in forma associata, di cui all'art. 5, del dpr n. 917/1986 (società semplici, associazioni senza personalità giuridica, società di fatto, di armamento e imprese familiari).

Formalità. La circolare, grazie alla lettura sistematica del combinato disposto degli articoli 17 del dlgs n. 241/1997 (compensazione) e degli articoli 23 e seguenti del dpr n. 600/1973 (ritenute alla fonte), ammette il «ri-trasferimento» in capo al soggetto collettivo (società o associazione), delle ritenute non utilizzate per il pagamento dei debiti tributari dei partecipanti, in presenza del preventivo assenso da parte dei soci, da manifestare anche «in via generalizzata» con atto avente data certa o nello stesso atto costitutivo. Sul tema, le Entrate fanno riferimento, sebbene come mero esempio, alla scrittura privata «autenticata» e non richiamano né quella registrata, né il possibile scambio di corrispondenza. È opportuno ricordare, però, che il contratto di associazione professionale è una fattispecie assimilabile a quello di costituzione della società semplice, con la conseguenza che lo stesso non è soggetto a forme specifiche, salvo quelle richieste dai beni conferiti; solo in presenza di beni immobili è, infatti, necessario un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, mentre in assenza di detti beni è sufficiente la redazione di una scrittura privata «registrata» presso gli uffici delle Entrate, con contestuale versamento dell'imposta di registro in misura fissa, in assenza di conferimento di beni, ai sensi dell'art. 4, Parte «I», della Tariffa, allegata al dpr 26 aprile 1986 n. 131 (Tur). Sui contenuti, le Entrate affermano che la modalità potrà essere indicata all'interno dell'atto di costituzione della società o dell'associazione professionale, anche in «via generalizzata», non essendo necessaria l'indicazione precisa dell'entità attribuibile alla società. Sul punto, dall'opportuna precisazione si evince chiaramente che, in primo luogo, l'assenso può riferirsi alternativamente al credito relativo alle ritenute di un singolo periodo d'imposta, con la necessità di confermare annualmente la propria volontà, o di tutte le ritenute residuali senza limiti temporali, fatta salva la previsione di una revoca espressa, in secondo luogo che il residuo credito ri-trasferito in capo al soggetto collettivo non può ritornare in capo ai soci e, in terzo luogo, che non occorre far riferimento ad un ammontare definito a monte.

Entità. Per quanto indicato, la società o l'associazione può utilizzare le ritenute, sempreché emergenti dalla dichiarazione, limitatamente all'ammontare che residua dopo lo scomputo delle stesse dal debito Irpef dei soci o degli associati. Ciò vuol dire che la società o l'associazione deve redigere prioritariamente la propria dichiarazione dei redditi, attribuire reddito e ritenute pro-quota ai soci o agli associati. Dopodiché, i soci o gli associati redigono la propria dichiarazione e, una volta scomputate le ritenute fino a copertura del proprio debito Irpef (non si parla di utilizzo a copertura di altri tributi o contributi) autorizzano, se non l'anno già fatto e con atto avente data certa, la compensazione del credito residuo da parte del soggetto collettivo, che dovrà riaprire la propria dichiarazione, inserendo nuovamente il credito residuo, nella prima sezione del quadro RX di Unico. Tale atteggiamento è, infatti, supportato dall'ultimo periodo, del comma 1, dell'art. 22, dpr 917/1986 che «obbliga» lo scomputo delle ritenute, operate sui redditi di società, associazioni e imprese, di cui all'art. 5 del Tuir, proporzionalmente dai singoli partecipanti, con la conseguenza che solo in presenza di un'eccedenza, la stessa sarà fruibile dal soggetto collettivo.

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