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Le note di variazione influiscono sullo spesometro

del 31/05/2011
di: Roberto Rosati
Le note di variazione influiscono sullo spesometro
Le note di variazione influiscono sulla comunicazione telematica: per determinare se l'importo superi o meno la soglia di rilevanza per la segnalazione nello «spesometro», occorre tenere conto delle variazioni, sia in aumento sia in diminuzione, dell'ammontare dell'operazione. La precisazione è contenuta nella circolare delle Entrate n. 24/2011, che risolve così il dubbio sulla compilazione della comunicazione in caso di variazioni. Nei casi particolari la circolare tratta l'argomento dei contatti collegati e di quelli con corrispettivi periodici, fornendo indicazioni che non paiono però risolutive di tutte le incertezze.

Note di variazione - Il tracciato della comunicazione telematica non prevede nulla in merito alle eventuali variazioni degli importi delle operazioni. Al riguardo, la circolare chiarisce innanzitutto che, per ciascuna cessione o prestazione effettuata, occorre indicare il relativo importo tenendo conto delle variazioni di cui all'art. 26 del dpr 633/72. Di conseguenza, l'operazione non dovrà essere segnalata qualora, per effetto della nota di variazione in diminuzione, l'importo scenda sotto la soglia di rilevanza (3 mila euro al netto d'Iva o 3.600 euro al lordo, a seconda dell'esistenza o meno della fattura). Se invece, nonostante la diminuzione, l'importo resta al di sopra della soglia, l'operazione andrà segnalata per l'ammontare netto. Allo stesso modo si dovrà procedere nel caso di variazioni in aumento, per cui l'operazione andrà segnalata nel momento in cui, per effetto della variazione, l'importo viene a superare la soglia. La circolare precisa, poi, che nel caso in cui la variazione avvenga dopo il termine previsto per la comunicazione, l'importo sarà indicato nella comunicazione relativa all'anno in cui la nota di variazione è stata emessa. Questa precisazione sembra però riferibile solo per l'ipotesi di variazione in aumento, per cui resta il dubbio di come segnalare, nell'ipotesi considerata (variazione dopo la presentazione della comunicazione), la variazione in diminuzione, non essendo prevista, nel tracciato, la possibilità di indicare importi negativi.

Operazioni e contratti collegati - Il provvedimento 22/12/2010 prevede che, ai fini della verifica dell'obbligo della comunicazione in relazione all'ammontare dell'operazione, per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e per gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, la comunicazione va effettuata qualora i corrispettivi dovuti in un anno solare superino la soglia di rilevanza. Agli stessi fini, per i contratti tra loro collegati occorrerà considerare l'ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i contratti. Richiamando la Cassazione, la circolare ritiene che il collegamento negoziale, che può derivare sia dalla legge che dall'autonomia delle parti, è un meccanismo mediante il quale le parti perseguono un risultato economico unitario e complesso realizzato non per mezzo di un singolo contratto, ma attraverso una pluralità coordinata di contratti. Invero, suscita perplessità il richiamo della circolare ai contratti di sublocazione, al sub-contratto di mandato, al sub-contratto di fornitura, mentre si comprende l'accostamento del contratto preliminare con quello definitivo. In caso di collegamento di contatti, come pure in presenza di pagamento frazionato del corrispettivo relativo a un unico contatto che prevede pagamenti periodici di ammontare annuo oltre soglia, la circolare chiarisce che si dovrà comunicare, compilando un'unica riga, l'importo complessivo delle operazioni dell'anno di riferimento, indicando quale data dell'operazione quella di registrazione (o di effettuazione) dell'ultima operazione dell'anno stesso. Lo stesso principio vale nel caso di operazioni di importo unitario superiore alla soglia, indipendentemente dal fatto che il pagamento avvenga in modo frazionato, anche in anni diversi. Pertanto, se a fronte di una cessione di 10 mila euro viene fatturato, nell'anno, un unico acconto di 2.500 euro, nella comunicazione andrà indicata tale operazione, anche se inferiore alla soglia.

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