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Interessi passivi, riporti ko

del 28/05/2011
di: di Duilio Liburdi
Interessi passivi, riporti ko
Non possono essere oggetto di riporto a nuovo gli interessi passivi indeducibili che si sono generati su una società di capitali nel caso in cui la stessa si trasformi in società di persone: per tale ultimo soggetto si rendono applicabili unicamente le regole Irpef diverse da quelle dei soggetti Ires. In caso di definizione di una controversia legata alla violazione del principio di competenza, il rimborso delle imposte compete a prescindere dalle modalità con cui la chiusura è avvenuta. La deduzione del 5% delle spese di manutenzione per i beni ammortizzabili può essere utilizzata in relazione ai beni in leasing laddove siano stati contabilizzati secondo i principi Ias e dunque figurino nell'attivo dello stato patrimoniale. Sono queste le indicazioni che sono state fornite dall'agenzia delle entrate in risposta ad alcuni quesiti formulati dagli ordini professionali.

Riporto a nuovo degli interessi passivi. Secondo l'agenzia delle entrate, nel caso di trasformazione regressiva, vale a dire da una società di capitali a una società di persone si applicano, in materia di deducibilità degli interessi passivi, unicamente le disposizioni contenute nell'articolo 61 del Testo unico delle imposte sui redditi. Conseguentemente, per le società di persone, non possono essere applicate le previsioni disciplinate nell'articolo 96 del medesimo testo unico e, in particolare, quanto previsto in materia di riporto a nuovo degli interessi passivi indeducibili che restano dunque confinate nell'ambito applicativo dei soggetti Ires. Al contrario, gli interessi passivi che si genereranno sotto la forma giuridica di società in nome collettivo potranno essere dedotti ai sensi del citato articolo 61 del Tuir. L'amministrazione delinea dunque una specificità di trattamento fiscale in relazione ai componenti finanziari a differenza, ad esempio, di quanto avviene in materia di riporto a nuovo delle perdite così come precisato nella risoluzione n. 60 del 2005. In tale documento di prassi, infatti, l'Agenzia ha avuto modo di osservare come le perdite fiscali che si erano generate in capo a un soggetto che aveva la forma della società di capitali potevano essere oggetto di imputazione alla società di persone risultante dalla trasformazione in virtù del fatto che il soggetto era nella sostanza il medesimo mutando semplicemente la veste giuridica. Invece, in relazione alla disciplina di deducibilità degli interessi passivi, il meccanismo viene reso parcellizzato a seconda del soggetto che applica le distinte regole tributarie di determinazione del reddito.

Rimborso delle imposte a seguito di contestazione di violazioni sulla competenza. La circolare n. 23 del 2010 ha precisato come, nel caso in cui al contribuente si contestino violazioni relative alla competenza fiscale, la definizione della controversia avente ad oggetto il periodo di imposta nel quale la contestazione viene formulata consente, comunque, di ottenere il rimborso delle maggiori imposte versate nell'anno in cui, invece, i costi potevano essere legittimamente dedotti. Con la risposta fornita ieri, l'amministrazione precisa, ulteriormente, il concetto in questione sottolineando come il diritto al rimborso di cui trattasi consegue a tutte le ipotesi in cui il rilievo divenga definitivo, e quindi anche nelle ipotesi di accertamento resosi definitivo per mancata impugnazione nei termini o per acquiescenza, nonché nei casi di accertamento con adesione o conciliazione giudiziale. Si deve ritenere che tale principio possa operare in modo legittimo anche nell'ipotesi in cui dalla imputazione del costo in questione possa generarsi una perdita di ammontare superiore rispetto a quella evidenziata nel periodo di imposta di riferimento per effetto della imputazione del costo rivelatosi poi non di competenza.

Spese di manutenzione e beni in leasing. In relazione a questo aspetto, l'amministrazione finanziaria rammenta come l'articolo 102, comma 6 del Tuir stabilisce che le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione, che dal bilancio non risultino imputate ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono, sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all'inizio dell'esercizio dal registro dei beni ammortizzabili. Sulla scorta di questo principio, l'agenzia osserva che .i beni materiali ammortizzabili strumentali acquisiti mediante contratto di leasing finanziario, concorrono alla determinazione della base di computo della percentuale forfettaria del 5% prevista dalla norma se gli stessi, in conformità alle corrette regole di contabilizzazione previste dai principi contabili di riferimento, risultano iscritti nell'attivo del bilancio e, conseguentemente, nel registro dei beni ammortizzabili all'inizio dell'esercizio. Di fatto, si tratta di una indicazione che è destinata ai soggetti che applicano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio di esercizio.

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