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Ingorgo per la giustizia tributaria

del 28/05/2011
di: di Antonello Di Lella
Ingorgo per la giustizia tributaria
Rischio paralisi per la giustizia tributaria a partire dal 1° luglio con l'entrata in vigore del decreto legge 78/2010.

A lanciare l'allarme è Giorgio Fiorenza, membro del consiglio di presidenza dei giudici tributari, nel corso del convegno, svoltosi ieri a Roma, «La giustizia tributaria: situazione italiana e prospettiva europea». «L'aumento del contenzioso rischia di bloccare la macchina giurisdizionale», ha affermato Fiorenza, «anche perché entro la fine del 2011 andranno in pensione 300 giudici e più di 300 sono già stati trasferiti alla commissione tributaria centrale. Sarebbe auspicabile una riforma organica e condivisa. Si potrebbe aggiornare la proposta dell'onorevole Alberto Fluvi, relativamente alla sospensiva delle azioni cautelari». Con la nuova norma gli atti di accertamento dell'agenzia delle entrate diventeranno immediatamente esecutivi.

I tempi tra l'emissione della cartella e l'obbligo di pagamento si riducono ad appena 60 giorni e occorrerà pagare subito con un prevedibile aumento dei ricorsi e delle sospensive. Quindi ultimati i 60 giorni concessi al contribuente per proporre l'eventuale ricorso, l'atto assume efficacia esecutiva ed entro i successivi 30 giorni (complessivamente 90 giorni dalla ricezione dell'avviso) Equitalia passerà alle azioni esecutive. La norma si applica agli avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle entrate dopo il prossimo primo luglio a proposito di Iva e imposte sui redditi relativi al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007 in poi. I ricorsi sono estremamente aumentati nel corso degli anni, 361 mila nel 2010, con un aumento di quasi 6 punti percentuali delle sentenze depositate, ma la carenza di personale amministrativo e giudicante rappresenta il rischio maggiore per un settore che ha confermato una forte produttività. «La relazione presentata dal consiglio di presidenza della giustizia tributaria al ministero dell'Economia», ha affermato Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, «evidenzia il forte impegno della magistratura tributaria, con le commissioni provinciali che nel 2009 hanno deciso su oltre 240 mila ricorsi, mentre le commissioni tributarie regionali hanno vagliato oltre 45 mila casi. I tempi sono però troppo lunghi, quindi sarebbe meglio trovare una soluzione amministrativa e non giurisdizionale».

E per snellire i carichi di lavoro la tavola rotonda di ieri ha evidenziato alcune migliorie che andrebbero adottate. Un coro unanime a favore dell'accentuazione del carattere professionale dei giudici specializzati e del processo tributario telematico. Bocciata, invece, l'idea che circola da qualche tempo, sull'introduzione di una fase pre-contenziosa per i procedimenti tributari. «Rischia di saltare la conciliazione civile e qualcuno vocifera di adottarla nel nostro settore, tanto più perché non comporterebbe alcuna diminuzione dei carichi». Gerardo Longobardi, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma, in questo modo ha espresso una netta presa di posizione rispetto ad un'eventuale riforma che vada in questa direzione. «Così», ha concluso Longobardi, «si intaserebbe anche la Cassazione».

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