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No profit nel mirino

del 29/12/2009
di: di Marcello Fumagalli
No profit nel mirino
Controlli sul non profit negli indici anomalia ai fini antiriciclaggio. Le movimentazioni frequenti o di volume che coinvolgono organizzazioni non profit che presentano connessioni non giustificate sono spia di antiriciclaggio e allarme sull'antiterrorismo e per questa ragione gli intermediari devono attivarsi. Sono queste alcune indicazioni che emergono dai nuovi indici di anomalia antiriciclaggio che Bankitalia ha inviato alle associazioni di categoria nei giorni scorsi. Entro fine gennaio le associazioni dovranno trasmettere all'Autorità di vigilanza le proprie osservazioni ai fini dell'emanazione del relativo provvedimento.

Gli indicatori sono suddivisi in cinque gruppi relativi ad anomalie connesse a: 1) clienti; 2) operazioni e rapporti; 3) mezzi e alle modalità di pagamento; 4) operazioni in strumenti finanziari e contratti assicurativi; 5) finanziamento del terrorismo. La principale novità concerne la previsione di specifici indicatori di anomalia finalizzati all'individuazione di possibili fenomeni di finanziamento del terrorismo legati sia al profilo soggettivo della persona che dispone l'operazione (per esempio, indicatore 20.2 - operazioni richieste da cliente notoriamente sottoposto ad indagini inerenti fatti di terrorismo) sia alle modalità di movimentazione del rapporto rispetto al profilo economico del cliente (per esempio, indicatore 21.2 - movimentazione che coinvolge più organizzazioni non profit che presentano tra loro connessioni non giustificate). Si segnala poi l'introduzione di numerosi nuovi comportamenti «sospetti» derivanti soprattutto dal nuovo contesto normativo di riferimento, il quale impone agli intermediari di acquisire dalla clientela informazioni relative al beneficiario effettivo del rapporto e all'appartenenza della clientela alla categoria delle persone politicamente esposte. Si richiede agli intermediari di focalizzare l'attenzione verso quei clienti che si rifiutino di rilasciare le informazioni previste ovvero rilascino informazioni non veritiere (per esempio, indicatore 1.1 - il cliente si rifiuta o si mostra riluttante a fornire le informazioni necessarie per l'individuazione del profilo di rischio ed indicatore 1.3 - il cliente fornisce informazioni che risultano significativamente difformi da quelle tratte da fonti affidabili e indipendenti). In merito agli indicatori di anomalia relativi alle operazioni in strumenti finanziari e ai contratti assicurativi, occorre segnalare il notevole incremento dei comportamenti da considerarsi «sospetti», giustificato anche dalla presenza sul mercato di nuove tipologie di strumenti. Gli intermediari dovranno effettuare specifici controlli sulla propria clientela che dispone operazioni incoerenti con il profilo economico, finanziario o patrimoniale (per esempio, indicatore 13.1 - acquisto di quote di fondi immobiliari a prezzi sensibilmente superiori rispetto ai correnti valori di mercato) oppure che effettui operazioni con modalità inusuali (per esempio, indicatore 13.5 - ripetuti acquisti di strumenti finanziari immediatamente trasferiti ad altro custodian).

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