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Sugli over65 decide solo la Cassa

del 27/05/2011
di: La Redazione
Sugli over65 decide solo la Cassa
Il tribunale di Padova ha dato nuovamente ragione il 12 maggio scorso a un perito industriale libero professionista ultra 65enne che aveva presentato ricorso contro l'iscrizione obbligatoria all'Inps come richiesto proprio dallo stesso Istituto nazionale. L'Inps, come è noto, accusa i liberi professionisti in età pensionabile (appunto over 65), che continuino ancora a lavorare, di evadere i versamenti previdenziali perché scelgono di sospendere la sola contribuzione soggettiva. La scelta non si configura però come una evasione perché il professionista in questione è un pensionato, vale a dire un lavoratore che ha adempiuto al suo obbligo di garantirsi la prestazione pensionistica e, di conseguenza, il regolamento dell'Eppi prevede che il versamento diventi facoltativo. L'Eppi ha sostenuto questa tesi a fianco del professionista padovano che rivendicava il suo pieno diritto e il tribunale gli ha dato ragione. Su questa sentenza interviene il presidente della Cassa di previdenza periti industriali, Florio Bendinelli

Domanda. Un'altra sentenza sempre a vostro favore presidente?

Risposta. La sentenza di Padova è in linea con una precedente emessa dal tribunale di Aosta, in cui si conferma un principio di sostanziale autonomia: è illegittimo ogni provvedimento dell'Inps o di altro soggetto che intenda agire verso una categoria professionale che vanti una propri indipendenza normativa. L'Eppi, come la Gestione separata dell'Inps, sono stati istituiti dalla stessa legge dello stato, che ne sancisce chiaramente le relative competenze.

D. Una questione dunque di competenza.

R. L'azione dell'Inps, qualsiasi essa sia, è inammissibile perché l'Istituto non ha la competenza di intervenire su una platea per la quale è stato istituito il relativo ente previdenziale. Però voglio specificare che non è solo una questione di forma: le indicazioni normative indicano che il limite dei 65 anni è, almeno secondo la riforma Dini, il limite per risparmiare al fine di godere di una pensione. Dopo quel limite, si apre un nuovo capitolo.

D. Anche i giudici di Parma si sono comportati in modo simile?

R. In quest'ultimo caso l'Inps aveva deciso di annullare le sue richieste, riconoscendo implicitamente l'illegittimità della sua azione, ma il ripensamento era stato formulato solo dopo che il professionista, assistito dall'Eppi, aveva proposto il ricorso giudiziale. Per questo motivo, anche se la materia del contendere era venuta meno, l'Inps è stata condannato comunque a pagare le spese del procedimento. Insomma, anche a Parma la linea è la stessa. Devo aggiungere che non mi fa piacere essere in conflitto con l'Inps.

D. In che senso, presidente?

R. Il sistema previdenziale pubblico deve comunicare con quello privato ed entrambi è bene che viaggino con regole comuni, per quanto possibile.

D. Vede una soluzione alla questione?

R. Fino a oggi versare i contributi soggettivi appartiene ad un ambito facoltativo, ma sono aperto a ragionare per il futuro a una forma di obbligatorietà agevolata, ma non perché lo dice l'Inps ma perché lo ritengo conveniente per i nostri iscritti. I professionisti che vanno in pensione, infatti, hanno bisogno di accumulare quante più risorse possibili, dato che lo scenario sul Welfare è radicalmente cambiato rispetto alla situazione del 1996, anno in cui siamo stati istituiti. Oggi andare in pensione più tardi può rappresentare un'opportunità e continuare a versare, magari un po' meno, significherà godere di una prestazione maggiore.

D. Quanto meno?

R. Si può ragionare intorno alla metà del versamento minimo obbligatorio.

D. Esiste già un accordo con il ministero del Welfare e l'Inps?

R. L'Istituto nazionale ha ribadito in più sedi di rimettersi alla decisione del Ministero con cui abbiamo avuto alcuni incontri per dirimere la questione over 65. Non c'è un accordo, ma c'è una ipotesi di lavoro.

D. Come lo spiegherebbe a un perito industriale?

R. Gli direi che i contributi previdenziali non sono tasse ma risparmi che vengono restituiti al momento opportuno con gli interessi e che l'allungamento della speranza di vita invita ad allungare anche la propria carriera, come di fatto avviene già molto spesso. Un risparmio agevolato mi sembra un gesto ragionevole, mentre ho combattuto a fianco dei miei colleghi quanto quel gesto si configurava come un sopruso. E non me ne pento.

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