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Il fisco vuole litigare di meno

del 27/05/2011
di: di Andrea Bongi
Il fisco vuole litigare di meno
Contenzioso tributario: l'obiettivo prioritario dell'agenzia delle entrate è ridurre il numero delle liti. Puntando all'autotutela. Tale risultato potrà essere raggiunto soltanto migliorando la qualità degli atti notificati ai contribuenti che a sua volta presuppone uno stretto coordinamento fra chi cura il contenzioso e chi predispone gli accertamenti. È questo, in estrema sintesi, il messaggio, forte e chiaro, evidenziato nella circolare n. 22/e diffusa ieri dalle entrate, dedicata alla programmazione e gestione del contenzioso tributario nell'anno 2011 con i relativi indirizzi operativi agli uffici periferici. La circolare di ieri conferma e richiama in massima parte gli indirizzi operativi per la gestione del contenzioso già evidenziati nella circolare n. 26/e del 20 maggio 2010.

Nessuna novità dirompente dunque, bensì la prosecuzione di in un cammino già intrapreso.

Perché la qualità degli accertamenti e del contenzioso tributario continui a crescere è necessario un sempre maggior coordinamento fra le strutture centrali e quelle periferiche dell'agenzia delle entrate. In questo senso un ruolo importante sarà svolto dal nuovo organismo consultivo interno (Oci) istituito presso ciascuna direzione provinciale delle entrate. Questo organismo svolge sostanzialmente un ruolo di costante monitoraggio del contenzioso tributario esaminando le principali motivazioni di accoglimento e rigetto dei ricorsi. Nella sua attività di monitoraggio l'organismo si avvarrà anche delle nuove implementazioni informatiche disponibili online, comprese le cosiddette schede di rating relative al ricorso di primo grado ed alle sentenze emesse dalle commissioni tributarie. Dal 2011 l'Oci verrà coinvolto direttamente nel miglioramento degli esiti e della qualità del contenzioso avvalendosi a tal fine anche del contributo dei funzionari che hanno curato in prima persona i ricorsi. L'obiettivo è quello di uniformare il più possibile i comportamenti dell'agenzia durante l'intero iter del contenzioso tributario.

La circolare di ieri individua anche puntualmente i parametri attraverso i quali misurare in concreto il raggiungimento degli obiettivi prefissati alle strutture periferiche. L'efficacia delle azioni adottate nel corso del 2011 dagli uffici in materia di gestione del contenzioso sarà valutata infatti attraverso tre significativi indicatori: l'incremento, significativo, degli incassi da conciliazione giudiziale rispetto a quelli dell'esercizio precedente, il conseguimento degli indici di vittoria in contenzioso assegnati ed infine, una significativa riduzione dei ricorsi presentati sempre rispetto all'esercizio precedente.

In riferimento a quest'ultimo indicatore la circolare di ieri ricorda alle strutture periferiche che la riduzione del contenzioso non può che dipendere anche dall'esercizio dell'autotutela tutte le volte che ne ricorrono i presupposti e dalla necessità di tentare la conciliazione giudiziale ogni volta in cui la stessa appaia come possibile soluzione della controversia.

Da evitare dunque l'avvio di azioni amministrative inutili e dannose per l'erario che finiscono soltanto per allontanare ancora di più i contribuenti dal fisco.

Confermati anche tutti gli obiettivi di produzione assegnati agli uffici nel corso del 2010. In aggiunta la circolare in commento assegna una percentuale-target del 98% delle partecipazioni dei funzionari dell'agenzia nei giudizi in commissione regionale e lo smaltimento dell'arretrato formatosi presso alcuni uffici periferici. In via sperimentale il documento di prassi amministrativa introduce anche un nuovo indicatore di azione la cui finalità è il monitoraggio in ordine alla sistematica e sollecita esecuzione, da parte degli uffici, dei provvedimenti giurisdizionali definitivi.

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