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Apprendistato anche per i tirocini

del 26/05/2011
di: di Gaetano Stella presidente Confprofessioni
Apprendistato anche per i tirocini
Fiumi di inchiostro sono stati versati per comprendere il disagio giovanile verso il mercato del lavoro e le dinamiche che ne regolano l'accesso e i percorsi formativi e di carriera. Il risultato purtroppo non è stato all'altezza delle attese di quanti vedevano nella libera professione un approdo sicuro per soddisfare la loro sete di autonomia, personale e professionale. Sorvolando sulle statistiche che inchiodano il 30% dei giovani tra i disoccupati e nonostante il sistema delle professioni ordinistiche sia riuscito a inglobare al suo interno circa 800 mila giovani neolaureati negli ultimi dieci anni, progressivamente sono venute meno le condizioni che permettevano ai nuovi talenti di emergere, soffocati da diverse circostanze negative che, in ultima analisi, hanno impoverito la qualità della prestazione professionale.

Negli studi professionali il fenomeno è esploso con tutta evidenza in questi ultimi mesi di crisi non solo economica, ma anche di identità della professione. Per far fronte alla costante contrazione della domanda di servizi professionali, sono stati messi in atto modelli dell'organizzazione del lavoro che tendono a dilatare nel tempo, sine die, le pretese di affermazione dei giovani nel mondo della libera professione, innescando un pericoloso circuito che potrebbe sfociare in un conflitto generazionale dagli esiti imprevedibili. Per anni è stata barattata un'offerta formativa (tutta da verificare) con una minima ricompensa; nessuna tutela in cambio di un miraggio. Praticanti, tirocinanti, partite Iva, collaboratori a progetto… l'esercito degli «invisibili» s'ingrossa giorno dopo giorno. Abbiamo di fronte una generazione di professionisti di 25 e di 35 anni che ha smarrito qualsiasi prospettiva sul loro futuro e sul futuro della loro professione e, ancor più grave, non sembrano più riconoscersi nelle istituzioni che governano il funzionamento delle attività professionali. Quanto può durare ancora?

In questo scenario, il nuovo Testo unico sull'apprendistato segna un coraggioso punto di svolta, che mette la classe dirigente delle professioni di fronte alle proprie responsabilità. Al di là dei condivisibili principi sanciti dalla normativa, una delle novità di maggior rilievo del provvedimento, sostenuto da Confprofessioni, risiede, infatti, nella facoltà di svolgere il praticantato attraverso un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca. Rispetto ad altri percorsi che puntano a spostare il praticantato nelle aule delle università, l'inquadramento contrattuale del praticante presenta diversi vantaggi e assolverebbe a una duplice funzione, economica e sociale: garantire trattamento equo e soddisfare la domanda di welfare invocata dai futuri professionisti.

Certo, l'esperienza dell'apprendistato in Italia finora non ha determinato una spinta propulsiva sul fronte occupazionale, anche a causa di una normativa farraginosa e disarticolata da regione a regione. E ancora oggi le difficoltà non mancano e già molte voci, anche dentro le professioni, si sono sollevate per sottolineare un certo dissenso. Del resto, la portata innovativa del nuovo testo unico, che cancella tutte le precedenti disposizioni in materia di apprendistato, può risultare indigesta a quanti si ostinano a non cogliere le profonde mutazioni in atto nel mercato del lavoro. Mentre la riforma delle professioni latita, l'intervento del ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, appare tempestivo e opportuno per risolvere alla radice una problematica molto sentita tra i giovani praticanti. Sarà poi la riforma delle professioni, ancora un cantiere aperto, a recepire gli innovativi indirizzi sul praticantato promossi del ministro Sacconi. Quale parte sociale del comparto degli studi professionali, Confprofessioni ha il dovere di elaborare formule e proposte che possano favorire uno sviluppo armonico del sistema delle professioni. E il testo unico sull'apprendistato rappresenta, senza dubbio, una buona base di partenza per favorire l'accesso dei giovani nel mondo del lavoro e degli studi.

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