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Registro e abilitazione blindati

del 26/05/2011
di: Pagina a cura di Benedetta Pacelli
Registro e abilitazione blindati
La tenuta del registro dei revisori contabili resterà nelle mani dei dottori commercialisti. Ma non solo. Gli iscritti all'albo unico continueranno in contemporanea ad abilitarsi alla funzione di revisore legale. Parola di Luigi Casero. Il sottosegretario all'economia ha chiuso così, con questa dichiarazione d'intenti, l'assemblea dei dottori commercialisti ed esperti contabili che si è tenuta ieri a Roma alla presenza, tra gli altri, del ministri del lavoro Maurizio Sacconi, della giustizia Angelino Alfano e della gioventù Giorgia Meloni.

Una rassicurazione attesa da tempo dai vertici di categoria e che darebbe quella continuità della tenuta del registro presso il consiglio nazionale messa in discussione dalla dubbia interpretazione del decreto legislativo 39/2010. Nessuna vita autonoma per i revisori, quindi, e sicuramente non nelle mani di Giulio Tremonti, visto che è all'economia che si ipotizzava di affidare la sorveglianza della categoria. Del resto è lo stesso sottosegretario a sottolineare l'efficienza della tenuta del registro presso il Consiglio nazionale «modello di sussidiarietà degli ordini da elevare a sistema». Anche sul tema dell'accesso e della formazione obbligatoria, da sempre terreno di scontro, Casero non ha dubbi: «L'abilitazione ottenuta come dottore commercialista permetterà in automatico la possibilità di svolgere la funzione di revisore legale, senza dovere sostenere una specifica prova». Ma non solo revisione legale, perché al centro dell'assise romana c'è stato anche l'annoso tema della mediazione e delle recenti novità sull'obbligatorietà dell'assistenza tecnica legale così come ricordate dal ministro Alfano. «Faremo in modo che rimanga l'obbligatorietà di questo istituto», dice il guardasigilli, «perché senza obbligatorietà ne verrebbe meno il presupposto essenziale. Se però dopo due mesi di funzionamento del sistema della mediazione, tutti si sono affidati all'assistenza di avvocati, mi sembra giusto mantenerli protagonisti». Una previsione che però non ha mancato di sollevare forti perplessità da parte dello stesso Siciliotti convinto che questo determinerebbe la percezione da parte del cittadino di una moltiplicazione di oneri imposti. Un risultato paradossale visto che la riforma mira proprio ad abbattere i costi oltre che a snellirne i tempi». È entrato, invece, nel vivo della riforma fiscale il ministro del lavoro Maurizio Sacconi confermando che il governo «si sta preparando alla ristrutturazione del sistema fiscale italiano aggiungendo che l'esecutivo è pronto ad avviare un percorso di «ulteriore consolidamento della finanza pubblica». I capisaldi su cui si baserà la riforma saranno: il passaggio dal «complesso al semplice» e lo spostamento del peso del fisco «dalle persone alle cose attraverso una caratura dell'Iva». E proprio sulla riforma del fisco, dice Sacconi, «possiamo contare sulle dieci vostre proposte, voi che autonomamente determinate gli strumenti ordinistici con i quali applicate le regole deontologiche che serviranno per esercitare la vostra professione». Sul ruolo cruciale dei commercialisti anche come sostegno alla politiche per i giovani si è soffermato, invece, il ministro della gioventù Giorgia Meloni ricordando il recente protocollo d'intesa con il quale i commercialisti si impegnano a fornire gratuitamente online indirizzo e informazioni ai giovani imprenditori italiani ma guardando anche al futuro e in particolare all'istituto delle società di lavoro professionale. Tra i temi oggetto di dibattito, poi, la riforma delle giustizia tributaria la cui chiave per Siciliotti è nello stanziamento di maggiori fondi per il settore e nella maggiore professionalità per adeguarsi ai tempi della riscossione. In questo senso è intervenuto anche il presidente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria Daniela Gobbi sottolineando l'importanza che «forze istituzionali come la vostra vengano coinvolte quando si parla di modificare il sistema tributario. In particolare, chiude, la Gobbi, «siamo pronti ad aprire un forum con le forze professionali come quelle dei dottori commercialisti per portare all'attenzione del governo un progetto di riforma tributario».

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