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Una Pac meno burocratica Aiuti ai giovani agricoltori

del 26/05/2011
di: da Bruxelles Angelo di Mambro
Una Pac meno burocratica Aiuti ai giovani agricoltori
Più semplificazione burocratica e trasparenza. Quindi aiuti legati alla sostenibilità ambientale, che non si trasformino in costi per le imprese. E un tetto ai contributi per le grandi aziende, che non comprometta però occupazione e pratiche sostenibili. Infine, via libera al regime di aiuti semplificato per i piccoli agricoltori; ma ad individuarne i beneficiari dovranno essere gli stati membri. Con l'approvazione, in Commissione agricoltura, del rapporto «La Pac verso il 2020» il Parlamento europeo ha la sua «risposta» alla Comunicazione sulla riforma della politica agricola comunitaria pubblicata lo scorso novembre. «È un chiaro segnale al Commissario (all'agricoltura, ndr) Ciolos», ha detto l'estensore del rapporto, il popolare tedesco Albert Dess, «che nelle proposte legislative dovrà tenere conto degli orientamenti del Parlamento». «È stato un lavoro lungo», ha commentato il presidente della Commissione agricoltura del PE, Paolo De Castro, «ma approvando questo testo abbiamo dimostrato di poterci assumere le responsabilità decisionali che il Trattato di Lisbona conferisce al Parlamento». Un lavoro durato mesi per trovare il compromesso su 1.200 emendamenti che hanno stravolto la prima, controversa, versione del rapporto. Il testo è passato a larghissima maggioranza (40 voti a favore, 4 contrari, un astenuto), risultato che fa prevedere un passaggio senza patemi nella plenaria di Strasburgo del 22 e 23 giugno. In linea generale, il report approvato ieri accoglie le proposte principali contenute nella Comunicazione della Commissione, ma le integra con riferimenti alla semplificazione burocratica, alla trasparenza, all'occupazione e all'insediamento dei giovani agricoltori. Anche il Parlamento auspica una pac «forte», in due pilastri «complementari», costruita a partire dall'esigenza di assicurare la produzione di cibo di qualità a prezzo accessibile e di ridurre l'impatto ambientale dell'agricoltura. Ma i distinguo non sono pochi. Il rapporto Dess riveduto e corretto accoglie la «componente verde» dei pagamenti diretti ipotizzata da Ciolos solo a patto che non costituisca un onere burocratico e amministrativo per gli agricoltori. Il Parlamento propone inoltre che uno dei punti più discussi nel dibattito sulla riforma della pac, il tetto all'erogazione dei pagamenti diretti per le grandi imprese agricole (che ha già spaccato gli stati membri in favorevoli e contrari) venga sviluppato nel quadro di un «sistema di regressività» basato non solo sul criterio della dimensione, ma anche della capacità dell'azienda di produrre occupazione. Il Parlamento europeo propone inoltre di applicare un limite minimo all'erogazione degli aiuti, escludendo dal sostegno della Pac i casi in cui l'ammontare del pagamento sia inferiore ai costi amministrativi sostenuti per ottenerlo. Ampio risalto viene dato al rinnovamento generazionale, constatata l'insufficienza «delle misure per l'insediamento dei giovani agricoltori contenute nel secondo pilastro», il Parlamento chiede che esse vengano estese e rafforzate. Ora si attende la comunicazione della Commissione sulle prospettive finanziarie pluriennali dopo il 2013, le forche caudine per la pac del futuro: senza risorse adeguate, addio riforma ambiziosa. Nel rapporto Dess si specifica che il budget della Pac dovrà rimanere «almeno allo stesso livello» di quello attuale. «Lo abbiamo già detto», aggiunge De Castro, «per realizzare una riforma all'altezza ipotesi di riduzione del budget dedicato alla Pac non possono trovare cittadinanza. La Commissione agricoltura e il Parlamento non accetteranno proposte che vadano in quella direzione».
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