Immediatamente il nostro Ordine ha percepito il senso pieno di questo impegno che non era un dato formale ma il soddisfacimento della necessità di tenere la categoria agganciata alle grandi trasformazioni di una professione che opera in un contesto normativo in continua evoluzione.
Il grande impegno del Consiglio Direttivo sul fronte della formazione emerge immediatamente dal “Rapporto 2010 Attività dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma”, di recente pubblicato dall'Ordine e disponibile anche online sulla prima pagina del nostro sito web www.odcec.roma.it).
Chi avrà modo di consultare la pubblicazione, potrà notare che la maggior parte delle 144 pagine del volume sono dedicate alla Formazione Professionale Continua, nella quale, nel corso del 2010, sono state impegnate le 39 Commissioni consultive dell'Ordine di Roma, il nostro Centro Studi “Fondazione Telos”, oltre a tutte le associazioni sindacali di categoria presenti sul nostro territorio.
L'impegno è stato notevole con ben 341 corsi accreditati e 269.400 ore di formazione in aula gratuita, per 185 eventi sempre gratuiti.
Per non contare poi i 44 corsi in e-learning messi gratuitamente a disposizione dei nostri Iscritti, oltre ai corsi a pagamento, per la quasi totalità organizzati da soggetti terzi rispetto all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma.
A questo lavoro va aggiunta la considerazione dell'attività costante di circa 500 Colleghi che, a vario titolo, si sono impegnati nei lavori delle Commissioni dell'Ordine, vero motore della nostra Formazione Professionale Continua, per organizzare convegni, seminari, master anche in qualità di relatori assieme a magistrati, rappresentanti della Pubblica Amministrazione e professionisti di altri Ordini.
In ultimo, ma non certo in termini qualitativi, vanno considerate le centinaia di ore spese dai Consiglieri e dai dipendenti dell'Ordine di Roma.
C'è un altro dato da cui emerge con grande chiarezza l'attenzione e l'efficacia dedicata al tema della formazione professionale della categoria, è quello economico, che risulta dal notevole impegno di spesa dell'Ente. Infatti, se si verificano i costi, diretti e indiretti, si potrà constatare come il monte economico superi abbondantemente la metà delle risorse disponibili.
Di fronte a queste premesse appare ingenerosa, oltre che infondata da un punto di vista sostanziale, l'accusa di aver sottovalutato il tema della Formazione Professionale Continua che, invece, è stato costantemente all'attenzione del Consiglio dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma negli ultimi tre anni.
Se è vero che l'Ordine di Roma, unitamente agli altri tre Ordini dei Commercialisti più numerosi d'Italia (Milano, Napoli e Torino) ha prorogato al 31 luglio 2011, una tantum, il termine ultimo per l'assolvimento degli obblighi formativi, questo provvedimento deve essere inteso nei termini della sua effettiva portata.
È assurdo parlare di un condono o di una sanatoria degli obblighi formativi, perché si tratta di una lieve modalità tecnica che viene incontro a situazioni contingenti di una piccola parte degli iscritti, visto che il nostro Consiglio Nazionale, anziché individuare un sistema sanzionatorio da applicare in modo uniforme su tutto il territorio italiano sin dall'inizio del triennio formativo 2008-2010, lo ha fatto quasi a tempo scaduto, pubblicando solo alla fine del mese di ottobre 2010 le linee guida contenenti l'individuazione delle sanzioni.
Si è trattato di una situazione impropria poiché in tutti i sistemi normativi, siano essi pubblici o privati, la consapevolezza e l'entità della sanzione devono essere fissate anteriormente al tempo dell'azione che si vuole evitare o imporre e mai posteriormente a questa. In ossequio a questa elementare regola del diritto, gli iscritti avrebbero dovuto conoscere prima le sanzioni e non a triennio quasi concluso.
Non è certo qualche mese di proroga, tenuto conto anche della fase di assestamento, che inficia il valore e la rigorosità dell'impegno che è stato profuso.
Si aggiungano due elementi storici e sostanziali: la proroga va a vantaggio di una ridotta quantità di colleghi che, comunque, hanno già raggiunto un monte ore considerevole rispetto ai parametri formativi richiesti, per cui si tratta di rendere possibile una minima integrazione di quanto già fatto.
Secondo, questa problematica si sviluppa in una fase caratterizzata da una grande crisi economica globale che ha avuto pesanti conseguenze sulla nostra categoria, segnata dalla riduzione del numero di collaboratori all'interno degli studi professionali con un conseguente aumento del carico di lavoro per i colleghi chiamati alla formazione.
Tutto ciò ci porta ad affermare che per il mancato assolvimento della Formazione Professionale Continua non ci saranno colpi di spugna: non lo meritano quei colleghi, che rappresentano la maggioranza degli iscritti, che hanno adempiuto pienamente l'obbligo formativo nel triennio appena trascorso.
Poiché andrebbero valorizzati i comportamenti virtuosi, il Consiglio dell'Ordine di Roma, oltre ad occuparsi di sanzionare chi non avrà assolto l'obbligo formativo, sta studiando anche un sistema premiale per chi lo ha assolto pienamente.
Si sta valutando la possibilità di garantire ai colleghi che hanno puntualmente maturato i crediti obbligatori nel triennio 2008-2010, l'opportunità di avvalersi di un praticante in più o la facoltà di indicare sull'Albo l'assolvimento integrale degli obblighi formativi, anche con l'indicazione dei corsi qualificanti frequentati (master o similari).
In conclusione, emerge con chiarezza che la proroga (eccezionale e contingente) del termine per l'assolvimento dell'obbligo formativo, adottata in totale autonomia rispetto alle indicazioni del Consiglio Nazionale, non significa affatto deliberare un condono. Del resto esistono un'infinità ci precedenti sulla proroga dei termini, da quelli concorsuali a quelli legati al pagamento di sanzioni, e mai tale slittamento è stato assimilato ad un'ipotesi di condono.
I fatti dimostrano, più di ogni altra parola, che la nostra categoria ha compreso il senso pieno dell'impegno sulla Formazione Professionale Continua, non certo un noioso obbligo formale ma una necessità correlata alla visione di un commercialista inteso come dinamico e centrale nel sistema economico del Paese e per questo costantemente aggiornato.
