«Oggi non si può solo pensare a costruire, ma si deve costruire bene, con un'attenzione al territorio e alle nuove sfide che da esso derivano. I geometri sono presenti in tutte le località e paesi e conoscono bene il nostro territorio, perché l'hanno valutato e misurato. La nostra è la prima categoria professionale che vuole assumersi il compito di tutelare l'ambiente ed il territorio, perché oggi tutelare l'ambiente e il territorio, significa anche riappropriarsi del paesaggio e del territorio, attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente, oltre la logica di un'urbanizzazione non efficace e dello spreco del territorio, puntando al contenimento dei consumi energetici, che devono divenire patrimonio della nostra categoria e fonte di lavoro per gli iscritti». Così dichiara Fausto Savoldi, presidente del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati in occasione della presentazione del convegno che si terrà il prossimo 27 maggio a Mazara del Vallo (Tp). Il Consiglio nazionale geometri crede e si spende per la protezione ambientale e ha organizzato una vera e propria campagna di sensibilizzazione rivolta ai professionisti su questi temi. Infatti il convegno di fine mese, è sono il primo di una serie di incontri sul tema della tema della tutela e della protezione ambientale. Oggi viviamo nell'epoca della green economy, sviluppatasi a seguito degli accordi di Kyoto del 1997. In quell'occasione fu sottoscritto da oltre 160 paesi, un trattato internazionale per arginare il problema del riscaldamento globale. L'accordo, la cui effettiva entrata in vigore risale al 2005, prevede l'obbligo per i paesi industrializzati di provvedere a una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti. L'Unione europea si adegua e approva il 12 dicembre 2008, l'accordo 20-20-20, che stabilisce per gli stati membri, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento del 20% dell'efficienza energetica ed il raggiungimento della quota del 20% di fonti da energia rinnovabile. Ma per raggiungere gli obiettivi di limitazione delle emissioni di gas serra, e per favorire lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili, l'unione europea punta al rendimento energetico nell'edilizia. E infatti a maggio del 2010 il Parlamento europeo ha approvato la direttiva 2010/31/Ce sulla prestazione energetica dell'edilizia, che ha sostituito la precedente normativa (2002/91/Ce). La nuova direttiva stabilisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione devono essere a energia quasi zero, dovranno cioè avere una altissima prestazione energetica tale da coprire il loro fabbisogno energetico attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili prodotte all'interno degli stessi edifici o nelle loro vicinanze. Ma la vera sfida per il futuro non è solo costruire green ed eco, ma recuperare il patrimonio edilizio già esistente secondo criteri di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale. Infatti, quando si parla di recupero del patrimonio edilizio, si deve necessariamente passare attraverso un processo di riqualificazione tecnologica degli edifici, in cui l'aspetto energetico è elemento irrinunciabile in un progetto orientato alla sostenibilità. La situazione del patrimonio edilizio italiano è caratterizzata dal fatto che molti edifici sono di costruzione antecedente alla entrata in vigore di misure normative rispetto alla riduzione dei consumi energetici per la gestione razionale delle risorse e all'efficacia degli impianti. In Italia, i due terzi delle abitazioni sono costruzioni senza indicazioni e obblighi per la costruzione di edifici efficienti dal punto di vista energetico e la maggior parte di essi non subisce interventi di manutenzione straordinaria da almeno vent'anni. Infatti a livello europeo, l'Italia è uno dei paesi in cui l'involucro dell'edificio, cioè il sistema edificio-impianto, è meno efficiente. Proprio per questo occorre puntare sul risanamento e sulla riqualificazione degli edifici già esistenti, più che puntare sulla progettazione mirata dei nuovi edifici. E anche le normative europee indicano come priorità la realizzazione dell'efficienza energetica in modo da limitare in modo consistente i consumi. Quindi le parole d'ordine per il prossimo futuro nel campo dell'edilizia sono: risparmio energetico ed edifici certificati.