Fin qui i contenuti della mini-riforma interna. Ci sono poi le reazioni. «Questa delibera», commenta il presidente dell'Ente dei dottori commercialisti Walter Anedda, «permette di aggiungere un altro tassello al progetto di riforma che la Cassa ha avviato nel 2004. I positivi risultati delle cadenzate verifiche di sostenibilità finanziaria del sistema, infatti, hanno consentito oggi di approvare una serie di misure che permettono di rafforzare l'equilibrio finanziario dell'ente e, allo stesso tempo, di incrementare il livello delle pensioni calcolate con il metodo contributivo. Il meccanismo proposto», continua Aneddda, «ha un forte connotato solidaristico e di equità intergenerazionale a vantaggio dei più giovani dato che il beneficio previsto si incrementa al crescere della quota di pensione calcolata con il metodo contributivo». Soddisfatto per l'esito dell'assemblea dei delegati anche Marco Rigamonti dell'Aidc. L'Associazione italiana dei dottori commercialisti, infatti, ieri ha diramato un comunicato stampa per elogiare i pregi della delibera senza dimenticare l'importanza della manutenzione continua della riforma (si veda ItaliaOggi di ieri). Di tutt'altro avviso Luigi Carunchio dell'Unione giovani. «Come Ungdcec», dice il presidente in veste di delegato, «abbiamo lasciato libertà di coscienza in questo voto. Personalmente non ho problemi a dire di aver votato contro. Non tanto per l'oggetto della delibera ma perché il presidente Anedda non ha ritenuto opportuno volere concedere più tempo per meglio approfondire un delibera presentata come un pacchetto «prendere o lasciare». Non dare la possibilità alla base di studiare e approfondire una riforma alla quale erano stati presentati 30 emendamenti vuol dire snaturare il ruolo di un'assemblea che ha anche un costo economico di 150 mila euro».
