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Patti di non concorrenza circoscritti

del 24/05/2011
di: Marco Mastracci www.mpmlegal.it
Patti di non concorrenza circoscritti
È consuetudine, oramai da anni, inserire all'interno del contratto di agenzia la clausola del c.d. «patto di non concorrenza», ex art. 1751-bis c.c. Il patto di non concorrenza è l'accordo scritto tra preponente e agente, con il quale si esclude la possibilità che l'agente, all'atto dello scioglimento del contratto e per un massimo di due anni da tale evento, possa assumere mandati da aziende che operano in concorrenza con l'attuale preponente. Detta limitazione deve riguardare la stessa zona, clientela e beni per i quali era stato concluso il contratto di agenzia.

Tale impostazione, chiara nel tenore letterale del dato normativo, è, invece, spesso oggetto di letture e interpretazioni estensive da parte delle ditte mandanti che in tal modo finiscono per limitare pesantemente la capacità contrattuale e lavorativa dell'agente nella formulazione concreta del patto. A tal proposito è quindi importante la recente sentenza n. 19586 del 16/9/2010, con la quale la Suprema corte, sez. lavoro, ha riconfermato che: «Nell'ambito di un rapporto di agenzia, la clausola relativa al patto di non concorrenza opera soltanto per la zona e la clientela per le quali era stato sottoscritto il contratto di agenzia mentre deve ritenersi nulla per la parte eccedente».

Molti operatori del settore, poi, inseriscono nel contratto la clausola non prevedendo alcun ulteriore compenso per l'agente. In tali casi l'importo dell'indennità (non avente carattere provvigionale) verrà stabilito dal giudice sulla base di criteri dettati dall'art. 1751-bis c.c., ultimo comma, e precisamente in relazione:

a) alla media dei corrispettivi riscossi dall'agente in pendenza di contratto e alla loro incidenza sul volume d'affari complessivo nello stesso periodo;

b) alle cause di cessazione del contratto di agenzia;

c) all'ampiezza della zona assegnata all'agente;

d) all'esistenza o meno del vincolo di esclusiva per un solo preponente.

Onestamente, tale previsione non agevola né il preponente né l'agente stante che nessuno dei due sarà in grado di comprendere all'atto della sottoscrizione della clausola quanto sarà il compenso da erogare o da incassare allo scioglimento del contratto.

A ogni buon conto, è lo stesso art. 1751-bis c.c. a prevedere la possibilità di prefissare tale compenso mediante l'adesione agli accordi economici nazionali di categoria, proprio per permettere ad entrambi i contraenti di conoscere preventivamente il compenso e di fissarlo nel contratto.

All'uopo, vale la pena ricordare come l'Accordo economico collettivo sottoscritto da Cnai, Cisal, Ucict, Federagenti Cisal preveda all'art. 12, in modo chiaro e nel pieno rispetto dell'art. 1751-bis c.c., il criterio per determinare il compenso dovuto in caso di applicazione del patto di non concorrenza. In base a tale previsione infatti la mandante dovrà corrispondere all'agente un'indennità calcolata con le modalità previste per l'indennità sostitutiva del preavviso per quanti sono i mesi oggetto del patto, con l'applicazione di una riduzione del 25% se l'agente è monomandatario e del 35% se l'agente è plurimandatario.

Se però il contratto di agenzia disdettato incide per oltre il 75% sul reddito dell'agente plurimandatario, lo stesso, ai soli fini del calcolo della presente indennità sarà considerato monomandatario.

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