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Medici, titoli ad hoc

del 24/05/2011
di: di Daniele Cirioli
Medici, titoli ad hoc
Chi ha svolto attività di medico competente per almeno quattro anni presso forze armate e polizia di stato può continuare a svolgere stessa attività presso le stesse amministrazioni ma non può svolgerla in ambito civile. Lo precisa il ministero del lavoro nella lettera circolare protocollo n. 11398 del 19 maggio.

La problematica. I chiarimenti sono arrivati in risposta ad appositi quesiti, riguardanti la possibilità per i medici individuati dall'articolo 38, comma 1, lettera d-bis, del dlgs n. 81/2008 (T.u. sicurezza), di esercitare la propria attività in ambito civile. La richiamata norma, aggiunta dal dlgs n. 106/2009 (il correttivo del T.u. sicurezza), individua i titoli o requisiti necessari per poter svolgere le funzioni di medico competente e, nello specifico, il requisito dello «svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni» con «esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze Armate, compresa l'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza». In altre parole, i quesiti posti al ministero mirano a sapere se i medici autorizzati in base alla predetta esperienza quadriennale possano ritenersi abilitati anche a esercitare la medesima attività (medico competente) fuori dagli specifici settori delle forze armate (per esempio, aziende o pubbliche amministrazioni).

I chiarimenti. La risposta del ministero è negativa. La ratio della modifica normativa (articolo 38, comma 1, lettera d-bis) introdotta dal dlgs n. 106/2009, spiega la nota ministeriale, è stata quella di sanare situazioni di potenziale criticità in materia di sicurezza sul lavoro presenti nelle forze armante e nella polizia di stato, in relazione alle attività dei medici militari. Così infatti si legge nella relazione di accompagnamento al dlgs n. 106/2009 che recita testualmente «… l'emendamento all'articolo 38 serve a consentire ai medici operanti presso le forze armate e la polizia di stato di continuare a svolgere le funzioni di medico competente, come oggi è loro consentito ex lege (articolo 44, comma 1, lettera d, del dlgs n. 334/2000), qualora in possesso di un'esperienza professionale specifica almeno quadriennale». La volontà del legislatore, spiega il ministero, risulta chiaramente diretta ad individuare una disciplina peculiare, applicabile unicamente alle aree «riservate» ai medici delle forze armate e della polizia di stato.

Pertanto, conclude la nota ministeriale, poiché le prescrizioni e le motivazioni del dlgs n. 109/2009 circoscrivono l'ambito di attività dei medici all'interno delle amministrazioni di appartenenza, deve ritenersi che tali sanitari, ove non in possesso dei titoli e dei requisiti richiesti dalla normativa di riferimento generale, non possono essere ammessi a sostenere gli esami di abilitazione per essere iscritti nell'elenco nominativo dei medici autorizzati alla radioprotezione istituito presso il ministero del lavoro.

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