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Enpab, i conti tornano

del 21/05/2011
di: di Ignazio Marino e Antonio G. Paladino
Enpab,  i conti tornano
L'ente di previdenza dei biologi non può contare su grandi numeri, ma iscritti (9.919 nel 2009) e contributi (30.635.636 nel 2009) crescono costantemente negli anni. Se a questo si aggiunge il fatto che l'Enpab, in virtù della sua recente costituzione, ha ancora pochissimi pensionati allora il futuro promette una relativa serenità. Relativa perché, la Corte dei conti (delibera 37/2011) che ha esaminato il triennio gestionale 2007-2009 chiede maggiore prudenza sugli investimenti e mette in luce la crescita delle spese di gestione. In quest'ultimo caso, nel triennio di riferimento, «i costi per emolumenti e gettoni di presenza degli organi dell'Ente hanno registrato un notevole incremento nell'esercizio 2008, in dipendenza della rivalutazione dei compensi stessi, e nel 2009, in dipendenza della loro rideterminazione nonché dell'aumento del numero dei componenti del Consiglio di indirizzo generale». In crescita anche i costi complessivi per consulenze, aumentati negli esercizi 2007 e 2008, mentre nell'esercizio 2009 hanno subito una modesta flessione rispetto all'esercizio precedente, che ben si spiega considerato che all'esercizio 2008 risulta imputato il costo relativo all'elaborazione del bilancio tecnico. Si tratta di un aumento relativo a incarichi e consulenze esterne essenzialmente dovuto al notevole incremento delle spese per consulenze legali: +163,84% nel triennio, conseguente al vasto contenzioso, relativo, in particolar modo, alle azioni di recupero dei contributi nei confronti degli iscritti in mora nel relativo pagamento. Quanto agli investimenti, i giudici rilevano che per quanto contenuti siano stati gli effetti della recente crisi dei mercati finanziari sul patrimonio dell'Ente, gli stessi devono indurre a una riflessione sui criteri della relativa gestione, avuto riguardo in particolare alla necessità di adozione di strategie di investimento ispirate all'esigenza di garantire, in ogni caso, la conservazione del capitale investito, e, pertanto, di minimizzare il rischio di perdite connesse alla volatilità dei mercati finanziari.

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