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Controlli gestione in contraddittorio

del 21/05/2011
di: La Redazione
Controlli gestione in contraddittorio
Nell'ambito dell'attività di controllo sulla gestione delle amministrazioni centrali, esercitata dalla Corte dei conti, un punto fondamentale è costituito dal contraddittorio tra la stessa amministrazione e il magistrato relatore della verifica. Infatti, in tal modo, la pubblica amministrazione potrà adottare eventuali misure auto correttive. È questo uno dei passaggi rilevanti contenuti nelle linee guida che devono sovrintendere all'esercizio del controllo sulla gestione che la Corte dei conti, sezione centrale di controllo sulle amministrazioni dello stato, ha raccolto in un documento pubblicato ieri (delib. 5/2011). Il primo punto da cui si avvia il lavoro della magistratura contabile è la programmazione. Il compito della sezione centrale di controllo di legittimità è, infatti, quello di «segnalare significativi ritardi e anomalie nell'azione amministrativa», così da consentire alle amministrazioni interessate di porre in essere i provvedimenti idonei a rimuovere le disfunzioni che la Corte stessa ha accertato. Tali operazioni devono essere «guidate» da piani di controllo triennali e annuali, tenendo conto delle priorità eventualmente deliberate dalle competenti commissioni parlamentari. Il programma triennale è aggiornato ogni anno e tiene conto di alcuni fattori, tra cui la conoscenza che nella gestione da sottoporre a controllo sussistano «elementi sintomatici di criticità», ovvero quando si voglia accertare il corretto impiego di trasferimenti e contributi. Nell'ambito del potere istruttorio, il magistrato cui viene assegnata, con ordinanza presidenziale, l'attività da verificare, può chiedere alle amministrazioni di controllare «qualsiasi atto o notizia», così come può eseguire degli accessi diretti. Altresì, può disporre audizioni di dirigenti e figure apicali degli uffici, «al fine di chiarire punti fondamentali delle gestioni sottoposte al controllo». Fase fondamentale, quella del contraddittorio. In questo passaggio, rileva la deliberazione, si dovranno formalizzare le note emerse nell'istruttoria, fissare un termine per ciascun adempimento istruttorio (non inferiore a 15 giorni) e chiarire «analiticamente» i punti controversi anche attraverso lo scambio di corrispondenza. Ciò potrà favorire, le eventuali misure autocorrettive adottate dall'amministrazione controllata. Infine, della fissazione dell'adunanza di discussione del referto verrà data notizia anche alle amministrazioni interessate che potranno presentare memorie.
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