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Furbetti dell'evasione segnalati

del 19/05/2011
di: di Cristina Bartelli
Furbetti dell'evasione segnalati
I furbetti dell'evasione sorvegliati speciali dell'Agenzia delle entrate. I controlli 2011 nascono sotto il segno dell'attenta sorveglianza di comportamenti evasivi che «per loro natura si prestano a essere sistematicamente reiterati e determinano una perdita di gettito costante nel tempo» (omessa contabilizzazione di una parte dei ricavi conseguiti). L'effetto della sorveglianza fiscale speciale, secondo Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate che ha firmato la circolare n.21/2011 sulla prevenzione e contrasto all'evasione, è «oltre il recupero dell'evasione pregressa anche l'effetto di dissuadere dalla reiterazione delle violazioni» con l'obiettivo finale di incrementare il gettito. Insomma unire l'utile al dilettevole fiscale per il professionista dell'amministrazione finanziaria che, nuovamente, nelle prime righe del vademecum controlli viene posto di fronte l'aut aut del codice Befera: « Resta fermo, (...) che l'esigenza di ottenere concreti e significativi risultati non deve assolutamente comportare che, laddove l'analisi di rischio non sia stata appropriata e il controllo non abbia consentito la individuazione di violazioni sostanziali adeguatamente provabili, si pervenga a contestazioni di dubbia tenuta giuridica o si insista nelle operazioni ispettive al solo scopo di rilevare violazioni di natura meramente formale».

Un passo in più, poi, il numero uno dell'Agenzia lo fa quando in chiusura della direttiva controlli 2011 dà precise indicazioni ai direttori regioni e provinciali su un aspetto che potrebbe apparire secondario come quello della corretta acquisizione e inserimento dei dati nei sistemi informativi. La spinta al controllo telematico e all'implementazione delle banche dati è del resto più volte stato sottolineato. Ecco dunque che i direttori dovranno vigilare acchè i dipendenti con costante ricognizione dunque dei dati trasmessi al fine di indviduare eventuali casi di erronea acquisizione degli stessi che, pur non inficiando gli atti emessi determinano un'alterazione della base informativa e della rappresentazione dell'attività svolta.

La preoccupazione è legata al miglioramento della qualità del controllo. In altri punti della direttiva infatti si fa riferimento a un'azione di riscontro per evitare errori futuri che possono essere oggetti di contestazione. Ad esempio per quel che riguarda i controlli con le persone fisiche per quanto riguarda i controlli automatizzati è evidenziato che «la selezione centralizzata, basata sugli incroci con i dati presenti nel Sistema informativo e incentrata sulle situazioni di maggiore rilevanza, potrebbe evidenziare, a causa dell'errata o tardiva acquisizione dei dati, posizioni in realtà regolari». L'attenzione deve essere massima, la circolare continua infatti chiedendo che «È necessario, pertanto, in particolare per gli accertamenti concernenti imposte di particolare entità, effettuare un puntuale riscontro della coerenza contabile degli atti prima della loro notifica». E infine si invita a dare tempestivo corso in caso di errori agli annullamenti degli atti: «Si richiama inoltre l'attenzione sulla necessità, quando l'avviso di accertamento automatizzato forma oggetto di annullamento a causa di errori contenuti in banche dati, di procedere tempestivamente alla correzione dei dati errati».

In un altro momento dell'attività di controllo, agli uffici è chiesto un controllo meticoloso. Nella parte relativa alla riscossione, infatti, nel caso delle istanze di sospensione della stessa è fatta richiesta di esaminare tutte le istanze a seguito di ricorso contro il ruolo. «Egualmente» scrivono da via Cristoforo Colombo, « la totalità delle istanze di sospensione presentate nel caso in cui il contribuente contesti, anche parzialmente, il fondamento dell'avviso di accertamento o rettifica emesso nei suoi confronti chiedendone l'annullamento in sede di autotutela. Inoltre sempre in tema di riscossione è chiesto il riscontro del puntuale pagamento di tutti gli importi rateizzati con l'applicazione degli istituti definitori.

Oltre a puntare alla qualità dei dati e degli elementi che formano la fase accertativa, l'Agenzia delle entrate affila le armi in una serie di direzioni che nelle circolari degli anni precedenti erano state affrontati sotto punti di vista diversi. È il caso ad esempio, nel settore agricolo degli agriturismi sotto mentite spoglie. La circolare prevede, infatti, espressamente, che all'interno del comparto agricolo «l'attività di controllo va indirizzata anche nei confronti dei soggetti per i quali le informazioni a disposizione degli Uffici evidenzino la possibile esistenza di vere e proprie imprese commerciali di ristorazione e alberghiere dissimulate sotto forma di agriturismo».

E non solo sul fronte frodi comunitari controlli Iva l'Agenzia ha messo a punto un pacchetto di controllo per l'incrocio dei dati. Arrivano, infatti, due nuove applicazioni di supporto:

- Elenchi riepilogativi intra-nazionali presentati attraverso una specifica area informativa nell'applicazione Serpico;

- Index Controlli Iva, all'interno del portale Index, in grado di fornire liste di operatori commerciali, selezionati in base all'incrocio delle dichiarazioni Vendite/Acquisti con altre fonti informative dell'Anagrafe tributaria sulla base di criteri di rischio evasivo.

In più con l'applicazione Arca (analisi del rischio dei contribuenti anomali) è in uso una applicazione per controllare quali sono i soggetti autorizzati alle operazioni intracomunitarie. Il responso dell'applicazione è necessario per fornire il dineigo o la revoca dell'autorizzaizone.

Infine attività di riscossione protagonista di indicazioni mirate. L'Agenzia prova a porre un freno alla sottrazione del patrimonio dei debitori ponendosi sulla stessa linea degli interventi della Guardia di finanza. Dunque massimo controllo sulle rateazioni, sulle istanze di sospensione amministrative, e potenziamento delle procedure di fermo amministrativo e delle indagini finanziarie.

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