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Ispezioni, una sola voce non basta

del 18/05/2011
di: di Daniele Cirioli
Ispezioni, una sola voce non basta
Ha poco peso la dichiarazione isolata di un lavoratore. Costituisce, infatti, un semplice elemento indirizzario, valutabile liberamente da parte del giudice. Per avere una valenza probatoria, invece, deve avere riscontro in più dichiarazioni, di altri lavoratori. In tal caso, le dichiarazioni incrociate mantengono l'anonimato perché, in quanto spontanee, non implicano il riferimento delle generalità di coloro che le hanno rilasciate. Lo spiega l'Inps nella circolare n. 75/2011 con cui ha fornito le indicazioni operative al nuovo verbale unico ispettivo (si veda ItaliaOggi del 14 maggio).

Il verbale unico. Le istruzioni fanno riferimento al verbale unico delle ispezioni, completamente operativo dopo le modifiche del collegato lavoro (legge n. 183/2010). La nuova disciplina mira a rendere uniformata l'attività di accertamento delle direzioni provinciali del lavoro (dpl) e degli altri enti e soggetti che svolgono vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, tra cui l'Inps; e mira a semplificare la stessa attività di accertamento, dal punto di vista degli ispezionati (imprese, datori di lavoro), poiché racchiude in un unico documento la contestazione e la notificazione di tutti gli illeciti riscontrati dagli organi di vigilanza.

Termine di notifica. La novità sull'unicità del verbale ispettivo riflette conseguenze sulla decorrenza del termine per la contestazione e notificazione del verbale stesso. L'articolo 14 della legge 689/1981 stabilisce che la violazione deve essere contestata immediatamente, quando è possibile, sia al trasgressore che alla persona che sia obbligata in solido al pagamento. E che, se ciò non fosse possibile (contestazione immediata), la violazione deve essere notificata nel termine di 90 giorni dall'accertamento (360 se residenti all'estero). Poiché ora il verbale unico racchiude in un unico atto tutti gli accertamenti, la circolare spiega che questo termine di 90 giorni non decorre più dall'adozione dei diversi verbali o atti provvedimentali; ma dal momento in cui si è concluso l'accertamento nel suo complesso. Tale momento, aggiunge l'Inps, coincide con quello dell'acquisizione di tutti i dati e i riferimenti di carattere oggettivo e soggettivo necessari per la definizione dell'accertamento inteso nella sua globalità, comprendendo anche i tempi tecnici ragionevolmente utili e necessari per l'analisi, l'elaborazione e la verifica degli elementi formati e raccolti. Ne consegue, quindi, che i 90 giorni entro i quali devono essere notificati tutti gli illeciti mediante verbale unico di accertamento decorrono per il soggetto notificante, nel casi di notifica a mezzo posta, dalla data di spedizione della raccomandata; mentre per il soggetto destinatario, la notifica si intende perfezionata dalla data di ricezione della raccomandata con la contestazione degli illeciti. Nel caso dei soggetti cosiddetti «irreperibili» (ex articolo 140 cpc), invece, la notifica si ritiene perfezionata con il ricevimento della raccomandata contenente l'avviso di deposito o, comunque, decorsi 10 giorni dalla spedizione.

Motivazione del verbale unico. Il verbale unico deve necessariamente contenere la motivazione del provvedimento. Cosa che si traduce nel riportare fedelmente gli esiti dettagliati dell'accertamento con indicazione puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati. La contestazione delle violazioni, inoltre, deve trovare il proprio fondamento in una specifica e circostanziata indicazione delle fonti di prova. A tal riguardo, l'Inps spiega che le dichiarazioni del lavoratore costituiscono un semplice elemento indiziario, liberamente valutabile dall'autorità giudiziaria. E che affinché tali dichiarazioni possano assurgere a elemento dotato di una valenza probatoria, è necessario trovare riscontri anche attraverso ulteriori e diverse dichiarazioni rilasciate da altri lavoratori. Queste possono essere, per esempio, anche le cosiddette dichiarazioni incrociate delle quali, precisa l'Inps, deve essere dato atto nell'ambito del profilo motivatorio del provvedimento e, in quanto spontanee, non devono contenere pure il riferimento alle generalità di coloro che le hanno rilasciate, rimanendo anonime.

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