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Al macero gli impianti fuorilegge

del 13/05/2011
di: La Redazione
Al macero gli impianti fuorilegge
Un Libro bianco per mettere in fila i numeri di tutti gli edifici in Italia privi di impianti elettrici a norma. E a partire da quei numeri andare verso una «rottamazione» di quelli pericolosi ed elevare così gli standard di sicurezza dell'intero sistema sociale. «Perché modernizzare il sistema Italia», spiega il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giuseppe Jogna, «è un obiettivo prioritario, ma la strada per il futuro non è fatta solo di grandi opere. C'è bisogno di un'azione più capillare in grado di coinvolgere direttamente i cittadini».

Domanda. Presidente cosa è questo progetto sulla rottamazione degli impianti elettrici?

Risposta. Si tratta di una serie di eventi itineranti iniziati lo scorso 10 maggio a Bologna e che culminerà a Milano all'interno di E.Tech Experience, la manifestazione internazionale di Fiera Milano dedicata all'energia, l'impiantistica elettrica e l'illuminazione, che si svolgerà il prossimo novembre.

D. Di cosa si tratta?

R. Di un percorso di formazione e informazione con l'obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare tutti gli operatori sui temi della razionalizzazione dell'energia e sul concetto di efficienza energetica, attraverso le nuove tecnologie. Ma anche per richiamare l'attenzione della politica sulle logiche di incentivazione per nuove installazioni più efficienti, sull'opportunità e i vantaggi per l'intera collettività di un uso responsabile dell'energia e l'installazione di un'impiantistica moderna, efficiente e sicura.

D. Perché, gli attuali impianti non lo sono?

R. Sappiamo che in Italia, solo per fare un esempio, ci sono tantissimi edifici scolastici, che non hanno impianti, soprattutto elettrici, completamente a norma. Senza considerare quelli di abitazioni private stimati in oltre 5 milioni. Sono passati oltre 20 anni dalla legge 46/90 che ha avuto grossi meriti nell'incrementare la sicurezza degli impianti elettrici, ma ormai è tempo di dare il via a una nuova iniziativa e promuovere un rilancio dell'intera filiera della manutenzione elettrica anche essa colpita dalla crisi economica.

D. Cosa proponete quindi?

R. Innanzitutto un censimento della situazione generale, edifici pubblici e privati, che culminerà in un Libro bianco. A partire da questo, sulla falsariga di quanto è già stato previsto in altri provvedimenti di legge, chiediamo di predisporre una normativa per un sistema di agevolazioni fiscali che preveda la detrazione, in cinque o più anni, in sede di dichiarazione dei redditi, di una percentuale dei costi sostenuti per la messa a norma di tutti gli impianti potenzialmente pericolosi.

D. Un meccanismo non semplice considerando quanto sia in crisi la fiscalità pubblica in questo momento.

R. Certo, ma si metterebbe in moto un circuito virtuoso di entrate, tramite la diretta tassabilità delle attività professionali tali che, in quell'arco temporale che si deciderà di prendere in considerazione, ci sarà comunque un pareggio contabile fra i benefici concessi e le maggiori entrate fiscali. Senza considerare poi il contributo che maggiori opportunità lavorative potranno portare al superamento della attuale crisi eliminando nello stesso tempo tutti quei costi sociali che derivano da potenziali rischi di infortuni causati da impianti pericolosi.

D. I professionisti come entrano in questo circuito?

R. I periti industriali entrano in campo nel momento in cui attestano la regolarità della messa a norma dell'impianto. In sostanza ai fini del riconoscimento della detrazione sarà indispensabile presentare un certificato di collaudo che attesti la conformità dell'impianto alle norme oppure al progetto firmato e redatto da un professionista abilitato e iscritto all'albo, in quanto garante della terzietà fra installatore e committente. Anche questa spesa dovrà essere portata in detrazione.

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