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Integrativa, modifiche limitate

del 13/05/2011
di: di Duilio Liburdi
Integrativa, modifiche limitate
Dichiarazioni integrative con modifiche limitate nel decreto legge: la nuova opportunità di modificare le scelte originariamente effettuate varrà soltanto per esercitare l'opzione per la compensazione in luogo del rimborso. Tale nuova scelta potrà peraltro essere effettuata al massimo entro 120 giorni dalla scadenza ordinaria di presentazione del modello. Rimane, invece, il nodo della presentazione della dichiarazione integrativa a favore del contribuente nei termini più ampi della scadenza dell'accertamento, problematica che, di recente, è stata nuovamente affrontata anche in sede giurisprudenziale.

Le novità del decreto legge sviluppo. L'articolo 7 del decreto aggiunge un nuovo comma all'art. 2 del dpr 322/98. L'innovazione, introdotta mediante il comma 8-ter prevede che «Le dichiarazioni dei redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive possono essere integrate dai contribuenti per modificare la originaria richiesta di rimborso dell'eccedenza d'imposta esclusivamente per la scelta della compensazione, sempreché il rimborso stesso non sia stato già erogato anche in parte, mediante dichiarazione da presentare entro 120 giorni dalla scadenza del termine ordinario di presentazione, secondo le disposizioni di cui all'articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione». Da un punto di vista operativo, dunque:

- la scelta, tenendo presente il termine di presentazione della dichiarazione fissato al 30 settembre di ogni anno, va effettuata entro i quattro mesi successivi e, dunque, entro il mese di gennaio dell'anno successivo a quello della scadenza;

- la correzione deve essere limitata all'esercizio di una nuova opzione rispetto a quella originaria effettuata per il rimborso. Con la modifica in questione, il contribuente richiede, invece, di procedere alla compensazione dei crediti. Si dovrebbe ragionare, nello specifico, sulla possibilità che la presentazione di tale dichiarazione «integrativa» possa avere un effetto di sanatoria anche sui comportamenti medio tempore tenuti dal contribuente che ha provveduto a compensare delle somme che, in realtà, sono state richieste a rimborso. Si deve ritenere in linea di principio che tale possibilità esista, in considerazione del fatto che il provvedimento normativo appare fornire una soluzione che disciplina una dichiarazione originaria a tutti gli effetti nella quale, in luogo del rimborso, viene scelta la compensazione.

Le ulteriori problematiche in materia di dichiarazione integrativa. Va osservato come il decreto legge poteva essere il veicolo con il quale sarebbe stato possibile risolvere un problema ben più complesso e cioè quello della possibile integrazione della dichiarazione a favore del contribuente entro il termine di accertamento. In base alla situazione attuale delle norme, infatti, l'Agenzia delle entrate ha affermato come:

-la correzione a favore mediante la presentazione di una dichiarazione può avvenire esclusivamente entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva. In altri termini, azionando il comma 8-bis dell'art. 2 del dpr n. 322/98, il contribuente può provvedere alla correzione a suo favore il modello Unico 2010 entro il prossimo 30 settembre 2011;

- successivamente al decorso di questo termine, la correzione può avvenire esclusivamente con la presentazione di una istanza di rimborso nei termini di cui all'art. 38 del dpr 602/73.

In sede giurisprudenziale è stato invece affermato, seppure in casi molto particolari e che non possono essere generalizzati, che la dichiarazione integrativa a favore del contribuente può essere presentata entro il termine di accertamento, in modo tale da mettere il contribuente e l'amministrazione finanziaria sullo stesso piano. In linea di principio, però, deve essere osservato come in base alle disposizioni normative di cui ai commi 8 e 8-bis dell'art. 2 del dpr 322/98 sembrerebbe maggiormente condivisibile la posizione dell'amministrazione finanziaria in virtù del fatto che, come regola di carattere generale, ogni integrazione del modello non comporta un corrispondente slittamento del termine di accertamento del periodo di imposta oggetto di integrazione. Pertanto, potrebbe essere addirittura ipotizzata la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore del contribuente il penultimo giorno rispetto al termine di accertamento del periodo di imposta oggetto di integrazione. È evidente che questa rappresenta una distorsione generale che potrebbe essere corretta con un nuovo intervento normativo in tema di dichiarazioni integrative mediante una modifica al dpr 322/98. Potrebbe essere proprio il decreto legge lo strumento mediante il quale ipotizzare la correzione normativa, in considerazione del fatto che una nuova disciplina delle integrazioni a favore del contribuente viene comunque delineata seppure, come evidenziato, limitatamente alla modifica della scelta tra rimborso e compensazione.

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