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L'albo unico non fa sconti

del 12/05/2011
di: La Redazione
L'albo unico non fa sconti
Commercialisti senza sconti. D'ora in poi, sarà valutata attentamente ogni richiesta di iscrizione al proprio Albo proveniente da soggetti che, laureatisi in Italia, hanno ricevuto da università spagnole la dichiarazione di equipollenza del titolo accademico italiano, senza però aver effettuato in Spagna nessuna ulteriore attività formativa teorico-pratica. E' questo il principale obiettivo del protocollo d'intenti sottoscritto dai presidenti degli Economistas (i commercialisti spagnoli), Valentin Pich Rosell, e dei commercialisti italiani, Claudio Siciliotti. «L'accordo», si legge sulla nota diffusa dal Cndcec, «nasce dalla necessità di arginare il crescente ricorso abusivo alle opportunità riconosciute dalla direttiva comunitaria 36 del 2005, relativa alla possibilità di esercitare l'attività professionale in un altro Paese dell'Unione europea. Un fenomeno di ''turismo professionale'' per il quale un numero crescente di nostri connazionali, pur intendendo mantenere il proprio centro di interessi economico-professionali in Italia, chiede il riconoscimento del titolo di laurea in Spagna e l'iscrizione all'albo professionale degli Economistas per poi chiedere il riconoscimento della qualifica così acquisita in Italia, al solo fine di eludere le nostre norme in materia di esame di Stato e, così facendo, coinvolgendo in negativo anche gli Economistas che, proprio per questo, hanno voluto siglare questo accordo».

Con questo protocollo, quindi, gli Economistas, nel caso di iscrizioni già avvenute o di richieste che si considerino iscrivibili di soggetti richiedenti, si impegnano a procedere ad un'attività di vigilanza sugli iscritti stessi, nel rispetto della normativa spagnola in materia di protezione dei dati personali, al fine di verificare il reale e corretto svolgimento di attività professionale, così come l'assolvimento di ogni obbligo di formazione continua. Analoghi impegni assume anche il Consiglio nazionale dei commercialisti italiani, laddove pervengano richieste di riconoscimento del titolo professionale da soggetti spagnoli che non intendano svolgere la professione di Economista in Italia o che non abbiano realizzato in Italia nessuna ulteriore attività formativa teorico-pratica con specifica attinenza alle materie oggetto della professione.

«Questo protocollo», afferma il Consigliere nazionale dei commercialisti Andrea Bonechi, «è frutto della volontà del Cndcec di recidere in partenza ogni tentativo di abusi di questo genere. Una chiara posizione assunta già nell'ambito della conferenza dei servizi ministeriali per il riconoscimento delle qualifiche professionali estere e l'accordo con gli amici spagnoli, sono il risultato di approfondimento e condivisione di principi e valori che tanti, troppi vorrebbero eludere. Un discorso che vale anche per quelle associazioni di lavoratori autonomi, anche intellettuali, affannosamente in cerca di riconoscimenti di matrice pubblica per inventare qualifiche professionali per attività oggi interamente libere ed in pieno regime di concorrenza».

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