Con questo protocollo, quindi, gli Economistas, nel caso di iscrizioni già avvenute o di richieste che si considerino iscrivibili di soggetti richiedenti, si impegnano a procedere ad un'attività di vigilanza sugli iscritti stessi, nel rispetto della normativa spagnola in materia di protezione dei dati personali, al fine di verificare il reale e corretto svolgimento di attività professionale, così come l'assolvimento di ogni obbligo di formazione continua. Analoghi impegni assume anche il Consiglio nazionale dei commercialisti italiani, laddove pervengano richieste di riconoscimento del titolo professionale da soggetti spagnoli che non intendano svolgere la professione di Economista in Italia o che non abbiano realizzato in Italia nessuna ulteriore attività formativa teorico-pratica con specifica attinenza alle materie oggetto della professione.
«Questo protocollo», afferma il Consigliere nazionale dei commercialisti Andrea Bonechi, «è frutto della volontà del Cndcec di recidere in partenza ogni tentativo di abusi di questo genere. Una chiara posizione assunta già nell'ambito della conferenza dei servizi ministeriali per il riconoscimento delle qualifiche professionali estere e l'accordo con gli amici spagnoli, sono il risultato di approfondimento e condivisione di principi e valori che tanti, troppi vorrebbero eludere. Un discorso che vale anche per quelle associazioni di lavoratori autonomi, anche intellettuali, affannosamente in cerca di riconoscimenti di matrice pubblica per inventare qualifiche professionali per attività oggi interamente libere ed in pieno regime di concorrenza».
