Dopo Sud Tirol-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Veneto e Sardegna, dunque, anche gli studi professionali della Lombardia e le aziende a loro collegate (aziende di servizi, centri elaborazione dati, purché applichino il Ccnl-studi professionali) potranno avvalersi della tassazione agevolata del 10% su diverse voci della busta paga dei dipendenti. Lo sgravio si applica a tutti i lavoratori subordinati, compresi quindi quelli a tempo determinato, part-time e contratti di apprendistato.
«Salutiamo con favore la firma dell'accordo», affermano il presidente di Confprofessioni Lombardia, Carlo Scotti-Foglieni, e il tesoriere, nonché delegato lavoro, Daria Bottaro, «che speriamo possa aprire una stagione di confronto anche a livello territoriale con le organizzazioni sindacali. L'obiettivo è quello di poter sottoscrivere altri accordi di secondo livello, per esempio in materia di regolamentazione dei premi di produttività».
Da questo punto di vista si registra l'apertura delle sigle territoriali. «La contrattazione di secondo livello dovrà interessare anche altri temi, speriamo che questo accordo non resti l'unico in grado di ridurre il carico fiscale nella busta paga dei lavoratori», evidenziano Gianmario Santini (Filcams-Cgil), Giuseppe Foti (Fisascat-Cisl) e Gianni Rodilosso (Uiltucs-Uil), «fino ad arrivare alla possibile istituzione di un ente bilaterale che garantisca un servizio alle imprese e ai dipendenti».
