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Compensazioni, sanzioni al 30%

del 11/05/2011
di: di Roberto Rosati
Compensazioni, sanzioni al 30%
L'indebito utilizzo di crediti in compensazione, anche inesistenti, se rilevato in fase di controllo automatizzato delle dichiarazioni, è punibile in ogni caso con la sanzione del 30%, riducibile a un terzo con il pagamento bonario entro trenta giorni dalla comunicazione di irregolarità. L'importante chiarimento è stato fornito dall'agenzia delle entrate con la circolare n. 18 del 10 maggio 2011. L'agenzia ha inoltre chiarito che il ricevimento della predetta comunicazione, da parte del contribuente ovvero dell'intermediario che ha trasmesso la dichiarazione, integra una causa ostativa del ravvedimento operoso, ma solo per le violazioni riscontrabili nell'ambito del controllo automatizzato.

Compensazioni di crediti inesistenti. Com'è noto, l'art. 27 del dl 185/2008, per contrastare il fenomeno dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti, ha previsto per tale violazione la sanzione dal 100 al 200 per cento dei crediti stessi (elevata al 200 per cento se l'ammontare è superiore a 50.000 euro nell'anno solare). La riscossione dei crediti inesistenti, in base allo stesso art. 27, avviene utilizzando l'atto di recupero previsto dall'art. 1, comma 421, della legge n. 311/2004, disposizione che fa salvi, tra l'altro, le attribuzioni e i poteri previsti dagli artt. 36-bis del dpr 600/73 e 54-bis del dpr 633/72, in base ai quali l'amministrazione, avvalendosi di procedure automatizzate, procede alla liquidazione delle imposte dovute in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti. In tale ambito, l'agenzia verifica anche che l'ammontare delle compensazioni effettuate non sia superiore a quanto dichiarato dal contribuente, sia per disponibilità del credito che di effettivo utilizzo.

Sotto l'aspetto sanzionatorio, l'art. 2 del dlgs n. 462/97 stabilisce che sulle somme dovute a titolo d'imposta in seguito ai controlli automatizzati scatta la sanzione del 30% prevista, per l'omesso versamento, dall'art. 13 del dlgs n. 471/97 e che si applica anche nei casi di liquidazione della maggior imposta ai sensi dei citati artt. 36-bis e 54-bis. Pertanto, osserva la circolare, l'unica sanzione applicabile alle violazioni rilevate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni, anche se riferibili all'utilizzo in compensazione di crediti per un ammontare superiore al dichiarato, è quella prevista del 30%. E' su tale sanzione, di conseguenza, che saranno calcolate le riduzioni di cui all'art. 2, comma 2, del dlgs n. 462/97 in caso di pagamento delle somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione degli esiti del controllo automatizzato (un terzo, ossia il 10%), nonché quelle previste dall'art. 13 del dlgs 472/1997 in caso di ravvedimento operoso.

Effetti della comunicazione di irregolarità. Premesso che l'art. 2, comma 8, del dpr 322/98 concede ai contribuenti la possibilità di correggere errori od omissioni della dichiarazione attraverso una dichiarazione integrativa, e che l'art. 13 del dlgs n. 472/97 prevede la riduzione delle sanzioni ad un ottavo in caso di regolarizzazione di tali violazioni entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno di commissione, l'agenzia osserva che tale riduzione è subordinata alla condizione che la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza. Ciò premesso, la ricezione della comunicazione degli esiti del controllo automatizzato, che l'agenzia invia per raccomandata al contribuente, oppure, in caso di opzione, tramite avviso telematico all'intermediario che ha trasmesso la dichiarazione, non impedisce di presentare la dichiarazione integrativa, ma costituisce causa ostativa al ravvedimento operoso, precludendo quindi la riduzione delle sanzioni ex art. 13, dlgs 472/97. Tale preclusione, puntualizza opportunamente la circolare, esplica però effetto solo per le irregolarità riscontrabili in sede di controllo automatizzato, sicché resta ferma, in assenza di altre cause ostative, la possibilità del contribuente di regolarizzare altre violazioni (per esempio, l'omessa dichiarazione di un reddito percepito).

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