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Relazione di stima anche datata

del 10/05/2011
di: di Luciano De Angelis
Relazione di stima anche datata
Nei conferimenti in natura di cui agli artt. 2343 e 2465 c.c., la relazione di stima può ritenersi sufficientemente aggiornata se antecedente non oltre i sei mesi il conferimento. Nelle srl, la clausola di sospensione del diritto di recesso può essere introdotta anche in sede di modificazione dell'atto costitutivo nonché negli acquisti a titolo derivativo. Nelle fusioni attraverso operazioni di leveraged buy out, qualora il controllo legale sia affidato al collegio sindacale, la relazione sul progetto di fusione dovrà essere affidata a quest'ultimo. Sono questi i principali contenuti delle nuove massime n. 117, 118 e 119 del notariato di Milano.

La stima dei conferimenti. A seguito del dlgs n. 224/2010 sono stati modificati gli articoli 2343-ter, co. 2, lett. b) e l'art. 2440, co. 4 c.c., disponendo un regime «semplificato nei conferimenti» di beni diversi dal denaro, nel capitale di società. Si tratta di valori mobiliari o strumenti del mercato monetario, dei conferimenti di beni in natura e crediti che in determinate situazioni, nelle spa chiuse, possono essere conferiti senza una relazione giurata di stima («Regime alternativo» nei conferimenti). In particolare ci si riferisce al conferimento di valori mobiliari o strumenti di mercato monetario sulla base del prezzo medio ponderato, di valore attribuito ai beni o crediti pari o inferiore al fair value iscritto nel bilancio revisionato senza rilievi o al valore risultante da una stima di non oltre sei mesi anteriore eseguita da un esperto indipendente. Secondo i notai milanesi, il termine di sei mesi, previsto dal regime alternativo, ben può essere applicato anche nei casi di regime ordinario qualora il conferimento in natura avvenga in sede di costituzione della società, laddove, la decisione di liberare le azioni di nuova emissione mediante un conferimento in natura è sempre e necessariamente contestuale all'esecuzione del conferimento in natura. Se dunque è sufficiente un aggiornamento entro i sei mesi per la valutazione nel regime alternativo (art. 2343-ter, co. 2, lett. b, c.c.), decorrenti dalla data di riferimento della perizia alla data di perfezionamento dell'atto costitutivo e di esecuzione dei conferimenti, il medesimo aggiornamento temporale deve parimenti considerarsi idoneo per la valutazione del regime ordinario (art. 2343 c.c., che non prevede espressamente alcun termine). In sede di aumento di capitale, invece, l'aggiornamento della relazione di stima ex art. 2343 c.c. potrà essere valutato attraverso due criteri alternativi:

1) Metodo tradizionale. Il lasso di tempo intercorrente tra la data di riferimento della relazione di stima e la deliberazione di aumento del capitale sociale, non deve superare i quattro mesi, stabilendo al contempo un congruo termine finale di sottoscrizione, ai sensi dell'art. 2439 c.c., in relazione alle caratteristiche dell'operazione di aumento;

2) Metodo alternativo. In tal caso il termine massimo di sei mesi, andrà computato dalla data di riferimento della relazione di stima sino alla effettiva esecuzione del conferimento in natura. Il rispetto di tale termine potrà avvenire secondo due modalità alternative: a) se l'esecuzione del conferimento è contestuale alla deliberazione di aumento di capitale, è sufficiente che l'una e l'altra abbiano luogo entro i sei mesi dalla data di riferimento della perizia; b) se invece la deliberazione di aumento di capitale non viene immediatamente eseguita, è necessario che essa stabilisca, quale termine finale di sottoscrizione ai sensi degli articoli 2439, co. 2, e 2481-bis, co. 3, c.c., una data non successiva ai sei mesi dalla data di riferimento della relazione di stima.

Relazione di stima nella fusione con indebitamento. La massima n. 118 si pone l'obiettivo di interpretare il novellato comma 5 dell'art. 2501-bis c.c., a seguito delle modificazioni da esso subite dall'art. 37, co. 31 del dlgs 39/2010 (c.d. testo unico della revisione legale). Si tratta delle fusioni a seguito di acquisizioni con indebitamento (cd operazioni di leveraged buy out) nelle quali, il novellato art.2501.cc. prevede che al progetto di fusione sia allegata una relazione che anteriormente alla modifica in commento doveva essere redatta dalla «società di revisione incaricata della revisione contabile obbligatoria», mentre a seguito della riforma essa spetterà al «soggetto incaricato della revisione legale dei conti». In virtù di tali modificazioni deve ritenersi: a) che l'obbligo di redazione della relazione è inderogabile in quanto posto a tutela non solo dei soci, ma anche dei terzi e quindi i soci non vi potranno rinunziare nemmeno all'unanimità; b) la relazione deve essere predisposta anche dalle società che volontariamente si sottopongono alla revisione legale dei conti; c) la norma trova applicazione anche quando la revisione legale dei conti sia affidata al collegio sindacale, il quale, in tal caso, dovrà predisporre l'anzidetta relazione in luogo del revisore. Se infatti il legislatore consente che ad esso venga attribuita in determinate fattispecie anche l'attività di revisione legale, si legge nella motivazione, «ha, evidentemente, ritenuto che lo stesso non sia privo della necessaria indipendenza o della idonea competenza professionale e che possa pertanto adeguatamente svolgere tutti i compiti e ottemperare a tutti gli obblighi che ne derivano e, tra questi, anche la redazione della relazione prevista dall'articolo 2501-bis, comma 5, c.c. Nel caso in cui entrambe le società siano sottoposte alla revisione la relazione potrà essere redatta indifferentemente da uno dei due organi di revisione scelti dagli organi delle società coinvolte.

Sospensione del recesso. L'atto costitutivo di una srl può prevedere che in presenza di una clausola di mero gradimento o di intrasferibilità delle partecipazioni, il diritto di recesso possa essere assoggettato a un termine (massimo) di due anni di «sospensione» anche con decorrenza dalla sottoscrizione della partecipazione. Secondo il notariato tale periodo di sospensione potrà decorrere anche: a) dalla data in cui, con modifica statutaria, il divieto di recesso venga previsto, con una nuova clausola di intrasferibilità o di mero gradimento, ovvero in relazione a clausola di intrasferibilità o di mero gradimento già esistente; b) dalla data di acquisto (o di efficacia dell'acquisto nei confronti della società), di una partecipazione già esistente.

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