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Manager indagato per bancarotta, brevetti aziendali sequestrabili

del 10/05/2011
di: Debora Alberici
Manager indagato per bancarotta, brevetti aziendali sequestrabili
Sono sequestrabili all'azienda i brevetti di cui è titolare il manager indagato per bancarotta fraudolenta (per aver ceduto i diritti di sfruttamento), anche quando per le ricerche vengono utilizzate le risorse economiche della società. A questa conclusione è giunta la prima sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza numero 18028 del 9 maggio 2011, ha confermato il sequestro preventivo dei brevetti di un'azienda il cui titolare, anche amministratore unico, era stato indagato nell'ambito di un'inchiesta per bancarotta fraudolenta. «Già l'art. già art. 26 della legge fallimentare, ha motivato il Collegio di legittimità, analogamente all'art. 64 del dlgs n. 30 del 2005, statuiva che «agli effetti degli articoli precedenti», ovverosia delle disposizioni secondo cui i diritti derivanti dall'invenzione del lavoratore spettano al datore di lavoro (art. 23 comma 1, ora 64 comma 1 dlgs cit.) e il primo ha diritto a un equo premio se l'attività inventiva non costituisce oggetto del contratto o del rapporto di lavoro e non è dunque a tale scopo già retribuita (art. 24, comma 2, I.i., ora 6 comma 2 dlgs cit.), «si considera fatta durante l'esecuzione del contratto o del rapporto di lavoro o d'impiego l'invenzione industriale per la quale sia chiesto il brevetto entro un anno da quando l'inventore ha lasciato l'azienda privata o l'amministrazione pubblica nel cui campo di attività l'invenzione rientra». È così istituita una presunzione di invenzione d'azienda per ogni sorta d'invenzione in costanza o prossimità del rapporto d'impiego, sia che inserisca all'esplicazione delle normali mansioni tecniche assegnate al dipendente sia che venga realizzata da soggetto legato da rapporto di servizio nell'esecuzione di un incarico speciale o in via complementare o sostitutiva rispetto alle sue ordinarie mansioni. Ma qui le cose sono andate diversamente. Il titolare dei brevetti era anche l'amministratore unico della piccola azienda che aveva finanziato le sue ricerche. Per questo la sottrazione dei diritto di sfruttamento che spettavano all'azienda «rappresenta una distrazione di attività», ha affermato la Cassazione nell'ultima pagina delle motivazioni.

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