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Aumenti di capitale ampi

del 07/05/2011
di: di Luciano De Angelis
Aumenti di capitale ampi
I crediti dei soci di srl, anche se assoggettabili a postergazione, sono utilizzabili per liberare un aumento di capitale della società. Nelle spa risultano ammissibili clausole statutarie che consentano agli amministratori privi di delega di chiedere informazioni fuori dal cda. A seguito della efficacia del recesso, l'atto costitutivo delle società personali potrà essere modificato dai soci superstiti. È quanto si legge nelle nuove massime emanate ieri dall'osservatorio sul diritto societario del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Firenze, Pistoia e Prato.

Il recesso del socio in società personali

Il recesso del socio di una società di persone, come noto, è efficace nei confronti dei soci a seguito della notificazione agli stessi della volontà del recedente di «exit» dalla compagine societaria, mentre nei confronti dei terzi, il recesso diviene efficace (e ad essi si rende opponibile) a seguito della trascrizione dell'evento presso il registro delle imprese. Tale trascrizione, secondo l'orientamento prevalente dei registri delle imprese potrà avvenire previa esibizione di adeguate prove documentali (ex art. 2300 c.c.) anche su richiesta dell'amministratore-socio superstite, mentre altra dottrina (di stampo notarile) ritiene necessaria la preventiva modifica dell'atto costitutivo.

In ogni caso, si pone il problema della modifica di quest'ultimo a seguito del recesso del socio, che soprattutto nel caso di situazioni conflittuali, potrebbe ingenerare seri problemi se, in assonanza al principio tipico delle società di persone, secondo cui il contratto sociale può essere modificato soltanto col consenso, fosse richiesta anche la partecipazione del socio che ha manifestato l'intento di recedere. In virtù di ciò il notariato toscano ritiene che il contratto sociale, una volta divenuto efficace il recesso, possa essere modificato anche dai soci superstiti in assenza del socio receduto, consentendo, in tal modo la pubblicità del nuovo assetto.

Aumento di capitale mediante compensazione e crediti postergati nella srl

È ammissibile, nel caso in cui soci di srl vantino un credito nei confronti della società, anche qualora lo stesso non fosse scaduto, utilizzare detto credito per «liberare» la propria sottoscrizione dell'aumento a pagamento. Tale operazione (che ovviamente presuppone remissione del debito da parte dei soci creditori nei confronti della società, ndr) sarà ammissibile anche qualora il credito dei soci, concesso nelle situazioni di cui al comma 2 dell'art. 2467, c.c. sia sottoposto a condizioni di postergazione. La massima evidenzia, infatti, giustamente come «... la conversione del credito da finanziamento in capitale di rischio concorra alla protezione degli interessi dei creditori terzi tutelati da tale disposizione». Tale operazione, infatti, facciamo notare, non solo non pregiudica, la posizione dei creditori terzi nei confronti della società, ma potrebbe addirittura salvaguardarla in via anticipata in quanto la società in questi casi, per ridurre «volontariamente» il capitale avrebbe bisogno della mancata opposizione dei propri creditori (art. 2482 c.c.).

Informazioni extraconsiliari per amministratori di spa

Nell'ambito delle spa, l'ultimo comma dell'art. 2381 c.c., consente agli amministratori deleganti di chiedere, ma soltanto nell'ambito dei cda, informazioni relative alla gestione della società. In relazione alle specifiche responsabilità che possono rinvenirsi anche sugli amministratori privi di delega (si veda da ultimo Cass. n. 9384 del 27 aprile 2011 su ItaliaOggi del 28 aprile). Tali informazioni potranno essere assunte dall'amministratore delegante anche in sede extraconsiliare, non solo nei confronti dei delegati ma anche con richieste ai dirigenti ed al personale della società, a condizione che una specifica clausola statutaria lo preveda. Nella stessa però, secondo il notariato si dovrà prevedere, da un lato che tali richieste informative non ostacolino la gestione societaria e, dall'altro, che il consigliere che ha ottenuto le informazioni renda partecipe delle stesse l'intero consiglio.

Trasformazione (fusione e scissione) in presenza di obbligazioni

Una spa, che ha emesso un prestito obbligazionario potrebbe ritenere opportuno trasformarsi regressivamente in srl, o partecipare a una fusione o scindersi, dando luogo alla stessa tipologia societaria. Tale possibilità, secondo il notariato toscano, sussiste anche senza estinguere o novare il prestito obbligazionario purché lo statuto della trasformata preveda la possibilità di emettere titoli di debito ed inoltre sussista una delle due seguenti situazioni:

- le obbligazioni siano state emesse ai sensi dell'art. 2412 c.c, comma 2 (in misura eccedente i limiti ma destinate alla sottoscrizione da parte di investitori professionali) e i soci obbligazionisti, ove presenti, abbiano fornito il loro consenso;

- un soggetto avente le caratteristiche dell'investitore professionale presti una garanzia fideiussoria in ordine alla solvenza della società trasformata.

Altre massime

Viene ritenuta legittima, inoltre, la riduzione volontaria del capitale per perdite, anche in pendenza di un prestito obbligazionario, essendo tale situazione di riduzione del capitale, solo nominale, soggetta alle stesse disposizioni che consentono la riduzione del capitale obbligatoria ex art. 2413 c.c., comma 2. Infine, si ritiene che quando una società abbia contratto debiti finalizzati alla acquisizione di una partecipazione non di controllo della società obiettivo, alla futura eventuale operazione di fusione, non si applicano le rigide disposizioni di cui all'art. 2501-bis c.c., articolo finalizzato a disciplinare le operazioni di Leveraged-buy out.

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