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Accertamenti esecutivi morbidi

del 06/05/2011
di: di Duilio Liburdi
Accertamenti esecutivi morbidi
Accertamento esecutivo più morbido ma condizionato alla richiesta di sospensione dinanzi alla commissione tributaria: l'atto non diverrà infatti esecutivo sino al momento in cui non è emanato il provvedimento che decide sulla sospensione stessa e comunque per un periodo non superiore a 120 giorni dalla data di notifica dell'istanza. Inoltre, sulle somme dovute in base all'avviso di accertamento non sarà comunque dovuta la sanzione per omesso versamento. Infine, il sistema degli accertamenti esecutivi viene a valere anche in relazione all'Irap come peraltro anticipato dalla circolare n. 4 del 2011. Sono queste le principali modifiche apportate dal decreto legge che prevede misure diverse finalizzate allo sviluppo e al rilancio dell'economia approvato ieri in consiglio dei ministri, alla disciplina contenuta nell'articolo 29 del decreto legge n. 78 del 2010 in materia di accertamento esecutivo, disciplina il cui avvio è previsto dal 1° luglio prossimo e in relazione alle contestazioni riferite ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e seguenti. Il dl, che in questi giorni sarà modificato e arricchito con ulteriori proposte dei singoli ministeri che hanno avuto l'ok informale nella riunione, dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale la prossima settimana, probabilmente il 12 maggio.

Le disposizioni della manovra estiva. Il decreto legge n. 78 del 2010 ha introdotto, come noto, il principio della concentrazione della riscossione delle somme accertate mediante, nella sostanza, l'esecutività dell'avviso di accertamento senza la necessità della notifica del successivo atto di riscossione quale la cartella esattoriale. Infatti, in base all'articolo 29, comma 1, lettera a), gli avvisi di accertamento notificati dal 1° luglio prossimo e riferiti al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, conterranno l'intimazione ad adempiere al pagamento delle somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso ovvero, in caso di proposizione del ricorso, quanto dovuto per la metà dell'imposta dell'accertata. La modifica apportata alla disposizione normativa non modifica, di fatto questo concetto. Nella sostanza, l'avviso di accertamento rimane, dal 1° luglio prossimo, un atto esecutivo rispetto al quale decorso il termine per il ricorso, viene avviata l'azione di riscossione coattiva mediante affidamento all'agente della riscossione.

Ciò posto, il provvedimento approvato ieri appare finalizzato più ad una dilazione dei termini in questione correlata però alla proposizione di una istanza di sospensione dell'atto proposta dal contribuente dinanzi alla commissione tributaria. Viene infatti affermato, attraverso la nuova lettera b-bis) inserita nell'articolo 29, comma 1, che in caso di richiesta da parte del contribuente della sospensione dell'esecuzione dell'atto oggetto di impugnativa secondo le previsioni contenute nell'articolo 47 del decreto legislativo in materia di contenzioso tributario, l'esecuzione forzata del contenuto dell'atto è sospesa sino alla data di emanazione del provvedimento che decide sull'istanza di sospensione e, in ogni caso, per un periodo non superiore a 120 giorni dalla data di notifica dell'istanza stessa.

Quindi:

- In considerazione del fatto che l'avviso di accertamento costituisce l'unico atto che ha funzione riscossione, il contribuente potrà chiedere, oltre che l'impugnativa, la sospensione degli effetti;

- In tal modo, viene sospesa l'esecuzione forzata relativa all'atto stesso ma solo fino alla decisione sulla istanza di sospensione;

- A prescindere dal contenuto della decisione, scatta il termine di 120 giorni dalla proposizione dell'istanza con riferimento alla sospensione dell'esecuzione forzata.

Se dunque le modifiche normative sono finalizzate a dare maggior «respiro» rispetto alla esecutività ed alla azione di riscossione coattiva, molto sarà legato comunque ai tempi delle commissioni tributarie, in considerazione del fatto che l'elemento decisivo è comunque quello dell'eventuale accoglimento dell'istanza di sospensione proposta dal contribuente. Non vengono modificati i riferimenti al termine di proposizione del ricorso e, dunque, si potrebbe comunque immaginare come sia in ogni caso utile richiedere, rispetto al contenuto dell'avviso di accertamento, l'accertamento con adesione che come noto sospende i termini per la proposizione del ricorso per 90 giorni.

Sanzioni sulle somme dovute. L'ulteriore modifica che deve essere segnalata riguarda l'ammontare delle somme dovute in base all'accertamento esecutivo. Con la modifica di ieri, di fatto, viene sterilizzata la sanzione per omesso versamento di cui all'articolo 13 del decreto legislativo n. 471 del 1997 in relazione alle somme accertate. È questa una opportuna modifica al sistema in quanto l'avviso di accertamento contiene già le sanzioni relative alle maggiori somme accertate e, dunque, non avrebbe avuto molto senso parlare anche di omesso versamento. Inoltre, la modifica corregge le indicazioni fornite dall'Agenzia delle entrate nel corso del forum di ItaliaOggi del 14 gennaio scorso nel corso del quale era stato invece sostenuto che le sanzioni per omesso versamento si rendevano dovute.

Altre misure. Il provvedimento approvato ieri deve essere approfondito anche in relazione ad alcune previsioni legate alla auspicata semplificazione nelle procedure di controllo e di richiesta di dati da parte dell'amministrazione finanziaria ai contribuenti. Seppur rinviando a un successivo decreto, il provvedimento approvato ieri afferma il principio in base al quale i controlli, in via generale, non devono superare una durata pari a 15 giorni (sulle regole di bon ton dei verificatori fiscali si veda la lettera inviata dal direttore delle Entrate Attilio Befera ai dipendenti, pubblicata a pag. 27). In merito alla semplificazione degli adempimenti, vengono cancellati alcuni obblighi in merito alla comunicazione in capo ai lavoratori dipendenti e pensionati delle detrazioni per familiari a carico spettanti, che dovranno essere effettuate soltanto in caso di variazione dei dati. Analoga abrogazione riguarda le ristrutturazioni edilizie e, in relazione a tale aspetto, sarà interessante comprendere se tale previsione possa avere un effetto di «sanatoria» anche per il pregresso con il recupero delle detrazioni non fruite.

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