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Casse del 103, welfare avanti tutta

del 05/05/2011
di: di Ignazio Marino Ha collaborato Simona D'Alessio
Casse del 103, welfare avanti tutta
Nel 2010 gli enti di previdenza di periti industriali, biologi, dottori agronomi e forestali, geologi, chimici, attuari, infermieri e psicologi hanno destinato 17,4 milioni di euro agli interventi di carattere solidaristico a favore dei propri iscritti (oltre 100 mila). Una cifra destinata a lievitare considerevolmente con l'approvazione della riforma Lo Presti (manovrabilità del contributo integrativo) in corso di approvazione alla camera. Ieri, infatti, la commissione lavoro ha inviato il disegno di legge 1524 alle altre otto commissioni competenti al fine di ottenere il nulla osta necessario per poi mandare il testo in Aula in terza lettura all'inizio di giugno. Nel frattempo gli enti del 103, riuniti a Milano ieri all'interno della prima giornata della previdenza per parlare di welfare, sono ritornati a chiedere un trattamento fiscale adeguato sulle rendite dei fondi di previdenza per recuperare altre risorse da destinare a nuove tutele. Perché, dal confronto fra Florio Bendinelli (Eppi), Angelo Arcicasa (Enpap), Arcangelo Pirrello (Epap), Sergio Nunziante (Enpab), Mario Schiavon (Enpapi), una cosa è emersa chiara: le casse di nuova generazione (dlgs 103/96) vogliono essere non più solo di previdenza ma soprattutto di assistenza. Vista la previsione di erogare agli iscritti assegni che non superano il 25% dell'ultimo reddito tanto vale cominciare a pensare sin da subito ad un welfare globale in grado di assicurare ai professionisti una vecchiaia dignitosa.

I trattamenti assistenziali. Dai dati illustrati dall'attuario Laura Crescentini (Epap) è emerso che nel 2010 gli Enti del 103 le spese per l'indennità di maternità hanno superato di poco i 10,5 milioni di euro a fronte di un contributo annuo variabile da 8,5 a 140 euro, in relazione alla consistenza delle prestazioni dato che, a sua volta, dipende essenzialmente dalla percentuale di iscritti di sesso femminile. Quanto alla copertura di assistenza sanitaria complementare per il complesso delle casse 103 la spesa è stata di quasi 3,5 milioni di euro, corrispondente a circa il 6,6% del gettito del contributo integrativo dell'anno scorso. Per quanto riguarda altri interventi di natura assistenziale (contributi per spese funerarie, inabilità permanente o temporanea del professionista o dei familiari, anziani non autosufficienti, nascita/adozione/affidamento, trattamenti economici, borse/assegni di studio, prestiti agli iscritti, catastrofe o calamità naturale, mutui) nel 2010 l'impegno è stato di circa 3,4 milioni di euro, equivalente a circa il 7,4% del gettito del contributo integrativo.

Il pressing sull'iniqua tassazione. Convinzione dei presidenti delle casse che hanno partecipato al forum “non solo previdenza “ è che la riforma Lo Presti è un passo importante ma non definitivo. Anche arrivando ad elevare il contributo soggettivo al 12% e quello integrativo al 4 o 5% il trattamento pensionistico migliorerà in prospettiva ma sarà comunque insufficiente a garantire una vecchiaia dignitosa. Dove recuperare allora altri fondi per rafforzare almeno le tutele? L'idea è semplice, come arrivarci un po' meno. Gli istituti pensionistici dei professionisti pagano, infatti, il 12,5% di tassazione sulle rendite del proprio patrimonio. Gli altri fondi pensione l'11%. Con lo sconto dell'1,5% di imposizione fiscale si libererebbero molte altre risorse utili per rafforzare le tutele assistenziali. Secondo Antonio Lo Presti, vicepresidente della bicamerale di controllo, però «lo stato, in un momento di rigore come quello attuale, non lo farà». Certo è che le varie gestioni non stanno facendo mancare il loro sostegno al progetto Social Housing promosso dal governo. Dal confronto di ieri, non a caso, è emerso che il comparto su invito dei ministeri coinvolti ha assicurato un impegno di 300 milioni di euro (di cui 5 deliberati dagli enti del 103) per la costruzione di 20 mila alloggi in edilizia convenzionata.

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