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Assunzioni al Sud, torna lo sconto

del 05/05/2011
di: di Daniele Cirioli
Assunzioni al Sud, torna lo sconto
Le assunzioni nel Mezzogiorno ritrovano uno sconto fiscale. Trecento euro mensili, per un triennio (2011/2013), a chi assumerà a tempo indeterminato nei prossimi dodici mesi lavoratori svantaggiati, ossia per esempio chi è disoccupato, chi non ha diploma di scuola media superiore o professionale, chi ha superato i 50 anni di età, gli adulti che vivono soli con una o più persone a carico. A beneficiarne i «datori di lavoro», quindi non solo imprese ma anche professionisti. L'agevolazione, che premia le assunzioni effettuate in sovrannumero rispetto all'anno 2010, fa parte del pacchetto di misure per lo sviluppo, all'approvazione oggi del Consiglio dei ministri.

Il bonus occupazione. L'incentivo, praticamente, è la riproposizione del vecchio bonus assunzione che ha visto agevolate le assunzioni effettuate nel 2008 nel Mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise). Allora il bonus fiscale era di 333 euro per lavoratore, elevate a 416 euro nel caso di donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato. Il nuovo incentivo è previsto «in attesa di una sistematica definizione della fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno» e, comunque, subordinatamente al consenso della comunità europea (serve, quindi, il placet dell'Ue). Di misura poco inferiore, l'importo dell'incentivo è fissato in 300 euro mensili per ogni nuovo lavoratore assunto, andando ad applicarsi alle nuove assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato fatte nei dodici mesi successivi all'entrata in vigore del decreto per lo sviluppo.

La disciplina. Beneficiari dell'incentivo sono i «datori di lavoro». Dunque non solo le imprese, ma anche gli studi professionali. L'incentivo spetta a condizione che, a partire dall'entrata in vigore del decreto per lo sviluppo e fino alla scadenza del dodicesimo mese successivo, il datore di lavoro aumenta il numero dei dipendenti a tempo indeterminato assumendo persone svantaggiate ai sensi del Regolamento n. 800/2008 nelle regioni del Mezzogiorno (si veda tabella). In tal caso, l'incentivo spetta mensilmente per tre anni (alle condizioni appresso indicate), ossia dalla data di assunzione fino al 31 dicembre 2013. L'importo del bonus è fissato a 300 euro per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese. Il credito d'imposta è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo determinato mediamente occupati nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2010. Per le assunzioni di dipendenti con contratto a tempo parziale, il bonus è ridotto in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale. Al fine del calcolo del bonus spettante, il credito matura su base mensile per ogni nuovo assunto che costituisce un incremento della base occupazionale rispetto a quella del periodo di riferimento, cioè dell'anno 2010 (questo vuol dire che se la differenza è superiore al numero di nuovi assunti il bonus è comunque calcolato entro i limiti del numero dei neoassunti). Inoltre, l'incremento della base occupazionale deve essere considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

La decadenza dal beneficio. Il diritto a fruire del credito d'imposta può venir meno per diverse ragioni. Prima di tutto quando il numero complessivo dei dipendenti risulta inferiore o pari a quello rilevato mediamente nell'anno 2010. Secondo se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso di piccole e medie imprese (quelle che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato non supera i 250 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro). Ancora, si decade dal bonus assunzione qualora vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a 5mila euro, oppure violazioni alla normativa sulla sicurezza del lavoro.

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