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Ancora tagli per le centrali solari

del 05/05/2011
di: di Luigi Chiarello
Ancora tagli per le centrali solari
Ancora una sforbiciata agli aiuti per i grandi impianti fotovoltaici, bonus a chi usa pannelli made in Ue e indennizzi per i danni da burocrazia. Rispetto alla bozza iniziale del Quarto conto energia (si veda ItaliaOggi del 20 aprile 2011), lo schema di decreto su cui ieri notte hanno trovato l'intesa i ministri dell'ambiente e dello sviluppo economico taglia ulteriormente fondi e obiettivi di potenza agevolata per il 2011/12. Complessivamente, per i grossi impianti, si passa da un budget da 820 mln di euro a un più risicato tetto da 580 mln. Il che comporta obiettivi di potenza installata meno ambiziosi: cioè da 3.100 a 2.690 Mw. Resta, comunque, l'obiettivo complessivo di produrre energia fotovoltaica agevolata per altri 23 mila Mw tra il 31 maggio 2011 e la fine del 2016. Per un costo totale, a carico dello stato, di 6-7 mld. Le agevolazioni al fotovoltaico, ovviamente cambiano a seconda della misura degli impianti (si veda tabelle). E, rispetto alla bozza iniziale di decreto, cambia anche cosa si intenda per «piccolo impianto». In origine, il limite era fissato a 200 kW. In seguito, i governatori, in sede di Conferenza delle regioni e, poi, di Unificata, hanno presentato diverse definizioni a riguardo (si veda ItaliaOggi del 29/4/2011). L'asticella veniva, quindi, portata fino a 1 MW. Ora, nello schema concordato ieri, si è raggiunto un compromesso. Vengono considerati piccoli «gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1.000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici ed aree delle amministrazioni pubbliche» (di cui all'art. 1, comma 2, del dlgs n.165/2001). Altro nodo da sciogliere riguardava il momento in cui matura la tariffa incentivante. In base al testo concordato (stamane al vaglio del consiglio dei ministri), «la tariffa incentivante spettante è quella vigente alla data di entrata in esercizio dell'impianto». Con una specifica ulteriore per i grandi impianti, che entrano in esercizio entro il 31 agosto prossimo; questi «accedono direttamente alle tariffe incentivanti, fatto salvo l'onere di comunicazione al Gse dell'avvenuta entrata in esercizio entro 15 giorni solari dalla stessa». Punto. Passa, dunque, la linea dello Sviluppo economico, fortemente sostenuta dal ministro Paolo Romani. Anche se il testo contiene una nuova clausola di salvaguardia a tutela degli investitori. Una norma, frutto del pressing delle regioni e del ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo. Si tratta di «un indennizzo nel caso di perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante», subita dall'impresa finanziatrice della centrale solare, a causa «del mancato rispetto, da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della connessione» o «per l'attivazione della connessione stessa». In base al decreto, se il ritardo supererà i 30 giorni, scatteranno le misure di indennizzo previste dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, con delibera ARG/elt 181/10 e seguenti. Un'altra limatura al testo viene fatta, poi, per evitare lo spezzatino solare; la possibilità, cioè, che grandi campi fotovoltaici vengano frazionati in tanti piccoli impianti attigui, realizzati dallo stesso soggetto, per drenare un volume maggiore di agevolazioni. A riguardo, in tema di assegnazione di tariffe agevolate, il nuovo testo dispone che «più impianti fotovoltaici realizzati dal medesimo soggetto responsabile o riconducibili a un unico soggetto responsabile e localizzati nella medesima particella catastale o su particelle catastali contigue si intendono come unico impianto di potenza cumulativa pari alla somma dei singoli impianti». Ne consegue che, ai fini dell'agevolazione, questi saranno considerati grande impianto. Ma c'è di più: entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Quarto conto energia, il Gse dovrà stilare e pubblicare nuovi «requisiti» e nuove «regole tecniche» per «evitare il frazionamento di un impianto in più impianti di ridotta potenza». Infine, il decreto prevede alcuni premi. Si tratta di incrementi del 5% delle tariffe incentivanti per le centrali non realizzate su edifici, ma in zone industriali, cave o discariche esaurite; per i piccoli impianti, realizzati da comuni con meno di 5 mila abitanti; per gli impianti i cui costi di realizzazione (lavoro escluso), siano per il 60% o più riconducibili a produzioni fatte in territorio Ue. Da ultimo, un bonus di 5 cent/kWh sarà assicurato al solare sui tetti, se installato al posto di coperture in eternit.
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