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Unico congiunto, il fisco non guarda la separazione

del 04/05/2011
di: La Redazione
Unico congiunto, il fisco non guarda la separazione
La dichiarazione dei redditi congiunta inchioda la coppia verso il fisco anche dopo la separazione. Infatti, l'ex moglie paga l'Irpef anche sui proventi illeciti guadagnati dal marito. Non solo. L'accertamento nella casa coniugale è valido anche se lei l'ha abbandonata rendendosi irreperibile.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza 9548 del 29 aprile 2011, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria ribaltando il verdetto della Ctr che aveva dato ragione a una donna la quale, dopo la separazione, si era rifiutata di pagare le imposte sui proventi illeciti percepiti dal marito.

Con una dettagliata motivazione la sezione tributaria ha sottolineato la responsabilità solidale di moglie e marito che presentano una dichiarazione congiunta, anche se questa si riflette dopo la separazione. Ma non è tutto. Inserendo in motivazione un interessante profilo di novità rispetto a decisioni passate la Cassazione ha sancito che l'ex deve pagare le tasse al fisco anche se derivano da reati posti in essere dall'altro e di cui non era assolutamente a conoscenza. E poi ancora, l'accertamento nella vecchia residenza è sempre valido. Dal fisco non scappa neppure chi è in buona fede. «Non può condividersi, a giudizio della Corte», si legge in un lungo passaggio della sentenza, «l'assunto del giudice di appello, secondo il quale l'essersi l'amministrazione finanziaria limitata a notificare l'avviso di accertamento al solo marito dell'odierna ricorrente, oltre che al curatore fallimentare, integrerebbe una violazione del disposto dell'art. 42 del dpr n. 600/73». La sentenza della Ctr non tiene in alcun conto, la disposizione speciale dell'art. 17 della legge n. 114/77, in forza della quale la dichiarazione dei redditi congiunta, consentita ai coniugi non separati, costituisce una facoltà che, una volta esercitata per libera scelta degli interessati, produce tutte le conseguenze vantaggiose ed eventualmente svantaggiose che derivano dalla legge, e che ne connotano il peculiare regime. Tale regime giuridico del debito di imposta, pertanto, non è in alcun modo influenzato dal venir meno, successivamente alla dichiarazione congiunta, della convivenza matrimoniale per separazione personale».

Debora Alberici

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