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RW con soglia dei 10.000 rigida

del 04/05/2011
di: di Maurizio Tozzi
RW con soglia dei 10.000  rigida
RW, sezione II con limite complessivo. Le consistenze degli investimenti e delle disponibilità finanziarie all'estero devono essere indicate se di importo totale superiore a 10 mila euro. Non rileva la circostanza che i singoli valori siano inferiori alla soglia. Monitoraggio obbligatorio in riferimento agli importi detenuti all'estero al 31 dicembre. Valori monetari al saldo, altre disponibilità e investimenti in funzione del costo storico.

L'approcciarsi della dichiarazione ripropone, sulla falsariga di quanto accaduto lo scorso anno con l'esperienza post scudo, il problema della compilazione del quadro RW, afferente gli investimenti finanziari e patrimoniali detenuti all'estero dai contribuenti residenti in Italia. Uno degli aspetti controversi, in forza di un non brillante passaggio della circolare n. 45 del 2010 nonché dell'equivoca formulazione delle istruzioni alla dichiarazione di quest'anno, mutate proprio in riferimento alla sezione II, riguarda la corretta indicazione di quelle disponibilità che hanno il valore unitario inferiore alla soglia dei 10 mila euro.

In merito, le istruzioni dei precedenti modelli Unico erano prive di ogni perplessità: l'incipit del quadro RW, infatti, recava sempre l'indicazione che il relativo obbligo sussisteva per «le persone fisiche fiscalmente residenti… che al termine del periodo d'imposta detengono investimenti all'estero ovvero attività estere di natura finanziaria di ammontare complessivo superiore a 10 mila euro». D'altra parte in tale direzione è tassativa la medesima circolare n. 45 del 2010, che al punto 2 afferma inequivocabilmente «l'obbligo sussiste se l'ammontare complessivo delle attività finanziarie e patrimoniali, complessivamente considerate, supera l'importo di 10 mila euro al 31 dicembre del periodo d'imposta di riferimento». In termini pratici, ciò si traduce nella necessità di porre in essere l'adempimento se al 31 dicembre dell'anno oggetto di dichiarazione un contribuente ha all'estero, ad esempio, un conto corrente con un saldo di 4 mila euro, una partecipazione con un costo storico di 3 mila euro e titoli per un ammontare di 5 mila euro, ossia valori complessivamente pari a 12 mila euro e pertanto superiori alla soglia di 10 mila euro che obbliga al monitoraggio. Fin qui nulla quaestio. I problemi sorgono leggendo un passo della richiamata circolare n. 45 del 2010 e le istruzioni di quest'anno. Al paragrafo 4.1, laddove sono formulati degli esempi di compilazione, nel documento di prassi si affronta il caso dell'immobile tenuto a disposizione all'estero. In particolare, a tale immobile è attribuito un costo storico di 150 mila euro ed è evidenziato che deve essere indicato in sezione II del quadro RW. Poi aggiungendo anche l'ipotesi dell'esistenza di un mutuo per l'acquisto dell'immobile stesso, si precisa: «Va invece segnalata nella Sezione II la consistenza del c/c al termine del periodo d'imposta, sempreché di importo superiore a 10 mila euro, acceso per la stipula del mutuo e per il sostenimento delle spese relative all'immobile». È chiaro l'errore e soprattutto la contraddizione con il richiamato punto 2 della medesima circolare: se già esiste in sezione II un bene di valore superiore a 10 mila euro (appunto l'immobile dal costo storico di 150 mila euro), il conto corrente acceso per il mutuo sarà oggetto di monitoraggio anche se con un saldo al 31 dicembre di 1 euro, in quanto il valore complessivo delle disponibilità all'estero supera la soglia del monitoraggio. L'aspetto però assume dei contorni «poco chiari» se si leggono con accuratezza le istruzioni di quest'anno. Anzitutto, l'inizio delle indicazioni riguardanti il quadro RW è mutato nel modo seguente: «Il presente modulo deve essere compilato dai contribuenti fiscalmente residenti in Italia per indicare gli investimenti all'estero e le attività estere di natura finanziaria detenuti alla data del 31 dicembre 2010, nonché l'ammontare dei trasferimenti effettuati nel corso dell'anno di importo complessivo superiore a euro 10 mila». In effetti non è dato sapere se il richiamo al limite complessivo di 10 mila euro sia a «fattor comune» o invece sia riferito esclusivamente ai trasferimenti effettuati nel corso dell'anno. E i dubbi aumentano nell'osservare le istruzioni nel prosieguo, laddove nel paragrafo riferito agli investimenti non è fatta menzione alla soglia dei 10 mila euro, mentre nel paragrafo dedicato ai trasferimenti tale limite è ribadito come valore da considerare complessivamente. E lo stesso accade nei chiarimenti riguardanti le singole sezioni che compongono il quadro RW: infatti, mentre per le sezioni I e III si è avuto cura di segnalare che i trasferimenti devono essere monitorati se di importo complessivo superiore a 10 mila euro, relativamente alla sezione II «tutto tace».

Orbene, poiché le medesime istruzioni alla dichiarazione richiamano la circolare n. 45 del 2010 e considerato che la stessa ha un paragrafo oltremodo preciso e dedicato, ossia il numero 2, nel quale si afferma inequivocabilmente che la sezione II deve essere compilata tenendo presente il valore complessivo delle disponibilità all'estero, si ritiene di poter affermare che in presenza di diverse disponibilità, singolarmente di ammontare inferiore a 10 mila euro, ma complessivamente di importo superiore, l'adempimento del monitoraggio nel quadro RW, sezione II, debba essere effettuato, indipendentemente dalle «stranezze» che in precedenza sono state evidenziate. Sul punto è bene sottolineare, infine, che le attività finanziarie e patrimoniali all'estero devono essere valutate al relativo costo storico se debitamente documentato: ciò implica, ad esempio, che un immobile all'estero acquistato anni or sono con un controvalore di 6 mila euro, fatta salva la presenza di altri investimenti, non deve essere monitorato, a prescindere dal valore effettivo attuale. Solo i conti correnti e le altre disponibilità finanziarie valutabili «a saldi» (come ad esempio i finanziamenti infruttiferi), devono essere indicati sulla base del relativo valore al 31 dicembre.

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