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La Cnpr accoglierà i tirocinanti

del 03/05/2011
di: di Davide Mattei
La Cnpr accoglierà i tirocinanti
«Il Ministero del lavoro ha approvato le delibere del Consiglio di amministrazione della Cassa ragionieri che definiscono le modalità di preiscrizione dei tirocinanti di cui all'articolo 40 dlgs 139/2005 (sia praticanti dottori commercialisti, che praticanti esperti contabili) all'Istituto di previdenza e l'assistenza sanitaria integrativa nei loro confronti. Si tratta di un provvedimento di grande importanza, che va incontro alle esigenze dei più giovani e che ci riconosce definitivamente come cassa di previdenza di riferimento della categoria». Paolo Saltarelli, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, si sofferma sulla decisione del Ministero del lavoro di approvare le deliberazioni assunte dal Consiglio di amministrazione dell'Istituto.

«La preiscrizione dei praticanti, infatti, prevede il pagamento di un contributo simbolico finalizzato ad accumulare anzianità di carattere contributivo anche nel periodo del tirocinio. Ciò va a tutelare i giovani professionisti, che hanno risentito più di tutti della crisi economica e che corrono il rischio di una forte penalizzazione previdenziale dovuta al peso dei precedenti sistemi pensionistico-assistenziali».

Domanda. Presidente, la Cassa ragionieri ha approntato la dismissione del patrimonio immobiliare. Quale procedura utilizzerete?

Risposta. La Cassa ragionieri venderà parte del proprio patrimonio immobiliare privilegiando l'interesse dei 30 mila iscritti e cercando di contemperare le esigenze degli inquilini. La cessione avverrà attraverso una gara ad evidenza pubblica, che sarà finalizzata alla selezione di una sgr a cui conferire il patrimonio per la dismissione: in questo modo sarà garantita la massima trasparenza. Gli inquilini stiano tranquilli: la Cnpr cercherà, compatibilmente con le esigenze e i prezzi di mercato, di venire incontro alle loro legittime aspettative di essere acquirenti degli immobili.

D. Nel recente Congresso nazionale dell'Unione dei giovani commercialisti è stata lanciata la proposta di aumentare l'età pensionabile.

R. È un appello che non ci giunge nuovo: già da tempo siamo a lavoro su una manutenzione della nostra riforma previdenziale, anche perché i dati del nostro bilancio tecnico segnalano un leggero deterioramento del fondo dovuto alla crisi economica mondiale che ha avuto una ripercussione sui redditi e sui volumi di affari dei nostri iscritti e, conseguentemente, sulle entrate previsionali dei contributi. Lavoriamo ad un'ipotesi che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile e dell'anzianità contributiva: cercheremo di contemperare le legittime e doverose aspettative del mondo dei giovani, per cercare di non penalizzarli maggiormente di quanto non sia già accaduto in occasione della precedente riforma.

D. Nelle ultime settimane non sono mancate le critiche alla Cassa…

R. Ci hanno accusato di essere tra gli Enti previdenziali che hanno acquistato i cosiddetti titoli tossici. Ma sono notizie false e prive di ogni fondamento: l'Istituto dei ragionieri non ha mai investito in Lehman Brothers, non è stato coinvolto nel crac Madoff e non ha in portafoglio nessuno di quei titoli che sono considerati tossici. Non ha nemmeno investito nei veicoli tipo Antracite, come risulta dai resoconti della Commissione bicamerale.

D. Il dibattito si è spostato anche sul bilancio dell'Istituto e sulla sua sostenibilità.

R. Ho letto sui giornali giudizi negativi che spero siano dovuti solamente a estrema superficialità. Il nostro bilancio tecnico, che è l'unico redatto nel mondo delle Casse a fondo chiuso (quindi senza la previsione di nuovi iscritti), non potrà mai avere quello che tecnicamente viene definito un saldo previdenziale positivo nei 30 anni, proprio perché la proiezione del fondo è stata fatta senza contare l'afflusso di nuovi associati. Quindi se la ricerca degli equilibri è finalizzata ad avere il saldo previdenziale positivo per i prossimi 30 anni, è chiaro che su di noi non può che esserci un giudizio negativo. Ma forse per la Cassa ragionieri, come è già stato fatto presente al ministero del Lavoro, il concetto di equilibrio e di saldo previdenziale deve essere visto in maniera completamente diversa dagli altri Enti, considerando, per esempio, il patrimonio accumulato ai fini della determinazione di detto equilibrio.

D. Le recenti sentenze della Corte di cassazione hanno in qualche maniera sconfessato l'opera da apripista dell'Ente che aveva segnato il passaggio dal retributivo al contributivo. Come reagirà l'Istituto a questa decisione, tenendo presente che le sentenze vanno attuate ma che allo stesso tempo è necessario tutelare la sostenibilità del fondo?

R. Innanzitutto riteniamo che alla base ci sia un errore, perché noi crediamo che il pro rata sia stato assolutamente ottemperato, garantendo nel passaggio della riforma dal vecchio al nuovo sistema almeno l'80% di quanto assicurato in precedenza. Si deve inoltre tenere conto che la struttura della riforma preservava dalla riduzione della prestazione previdenziale, garantendo quindi il pro rata, anche la coorte di persone che avevano un'anzianità di iscrizione inferiore a 15 anni e, per molti, la riduzione è stata ampiamente inferiore al limite massimo del 20%. Credo che da questo punto di vista la giurisprudenza si debba attrezzare per cominciare a ragionare, soprattutto con riferimento al nostro mondo che, come si sa non gode di alcun sussidio pubblico, in tema di diritti sostenibili e non più di diritti acquisiti. Difendere i soli diritti acquisiti significa difendere i privilegi di chi ha pagato poco in termini di contributi e pretende molto caricando le future generazioni di questo fardello. Se noi amministratori abbiamo le mani legate sugli interventi di riforma della spesa previdenziale, e tenuto conto che con la nostra rivendicata autonomia non godiamo di alcun finanziamento pubblico, qualcuno allora ci deve spiegare come possiamo fare le riforme previdenziali cercando di garantire la sostenibilità del fondo pensione.

D. Cosa vi aspettate quindi dai ministeri vigilanti e in particolare dal Lavoro, che è il dicastero di riferimento, rispetto a un argomento così delicato in quanto coinvolge le generazioni passate ma investe soprattutto quelle future?

R. I ministeri non possono stare semplicemente a guardare quanto accade. Ricordo che le delibere sono state approvate in primis dai nostri comitati delegati, ma successivamente hanno superato il vaglio sia tecnico che di legittimità di due ministeri vigilanti. Abbiamo già sollecitato un intervento di carattere legislativo che ponga fine a questo orientamento giurisprudenziale che non consente, soprattutto a chi come noi e come la Cassa dottori ha varato da otto anni queste riforme, di poterne trarre le legittime conseguenze.

D. Manca solo la terza lettura perché la proposta di legge Lo Presti possa diventare effettiva. In questo modo gli enti previdenziali avranno l'opportunità di poter passare al 5% per il contributo integrativo. Cosa farà la Cassa ragionieri?

R. All'onorevole Lo Presti, che ha dimostrato grande sensibilità nei confronti delle Casse, va il nostro plauso. Per quanto ci riguarda, verificheremo se ci sarà la possibilità o la necessità di un incremento, ma esclusivamente con la finalità di poter accreditare l'aumento del contributo integrativo ai montanti contributivi dei soggetti.

D. Si è parlato sempre più con insistenza della possibilità di offrire agli iscritti e ai professionisti la possibilità di un'assistenza sanitaria più completa. In sede Adepp – e lei è tra i suoi promotori – è stata lanciata la proposta di una Cassa sanitaria intercategoriale. Quando sarà possibile passare dal sogno alla sostanza?

R. Credo che ci vorrà ancora un po' di tempo, anche se comunque rimane uno di quei sogni che si possono e si devono realizzare. In questo senso vanno anche le indicazioni del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha più volte cercato di stimolare l'aggregazione tra le Casse. Una sinergia sul fronte dell'assistenza sanitaria rappresenterebbe un ottimo punto di partenza. In ogni caso, la Cassa dei ragionieri è al lavoro sulla riforma del regolamento di assistenza, per cercare di prevedere più interventi a favore degli iscritti e per rispondere alle esigenze di welfare avanzato che al giorno d'oggi sono molto sentite.

D. È possibile una aggregazione che coinvolga diversi Istituti previdenziali?

R. Se ne sta parlando, ma indubbiamente il primo passo da fare per le Casse di previdenza sarà quello di fare sinergia su tutti i fronti dove gli Enti operano quotidianamente. Da ciò potranno nascere opportunità e soprattutto la convinzione che l'aggregazione rappresenterà il futuro. Oggi il mondo della previdenza è fatto di grandi numeri, e a mio avviso piccole casse con piccoli numeri non hanno più ragione di esistere.

D. Nel 2008 la Cassa ragionieri ha guardato all'Europa. Roma è stata infatti protagonista di uno dei primi vertici della previdenza professionale a livello europeo. Bisogna tenere in considerazione anche l'aspetto internazionale del comparto?

R. Certamente. Oltre a essere esportatori di quelle che sono le nostre esperienze nel mondo previdenziale possiamo anche mutuare le competenze altrui. Chiudersi nel nostro territorio può essere dannoso, e non è così lontana dalla realtà l'idea di una federazione che coinvolga le Casse di professionisti appartenenti all'Unione europea.

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