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Apprendistato al restyling

del 03/05/2011
di: Simona D'Alessio
Apprendistato al restyling
La riforma dell'apprendistato scalda i motori e, con la convocazione da parte del ministro del welfare Maurizio Sacconi di tutte le organizzazioni sindacali, oggi pomeriggio, il rilancio dei percorsi formativi aziendali degli under30 appare più vicino. E, fra le strade scelte per valorizzare un modello a cui, in Italia, accede meno del 20% del personale, c'è l'ipotesi di un allargamento della formula alla somministrazione, gestita dalle agenzie del lavoro. «È ancora tutto da decidere», dichiara a ItaliaOggi Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, «perché sarebbe certamente utile che l'apprendista riuscisse a compiere un percorso coerente, in più di un'azienda, migliorando le sue competenze e, poi, avere l'opportunità di rimanere in una di esse come dipendente. Il rischio, però», avverte, è che si vada a «cannibalizzare un contratto che nasce per prestazioni a tempo determinato ed ha un costo standard abbastanza elevato, con un altro che, come si sa, incide di meno sulle spese aziendali, poiché sfrutta le esenzioni contributive». Il rappresentante di via Po si attende dall'incontro odierno «un testo che permetta di riordinare in modo organico la materia, che definisca chiaramente le competenze di Stato, Regioni e mondo imprenditoriale e che, in generale, semplifichi le procedure». Santini si spinge a prevedere che, «la delega possa ricevere il via libera del Parlamento nel giro di 60 giorni», così da poter «partire già il 1° luglio». Quanto alla dotazione finanziaria, «sarà la prima domanda che porrò, seduto al tavolo del ministero» interviene Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil con delega allo sviluppo territoriale e al mercato del lavoro. Un'anticipazione sul reperimento dei fondi, però, la fornisce: «Si pensa ad un coinvolgimento dei fondi interprofessionali», destinati proprio alle attività formative. Fondamentale, infine, secondo Loy è con questo intervento sull'apprendistato «attenuare i danni della cattiva flessibilità inflitti ai giovani, attraverso le collaborazioni».

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