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Formazione, nessuna proroga

del 03/05/2011
di: di Benedetta Pacelli
Formazione, nessuna proroga
Nessuna proroga per l'acquisizione dei crediti validi ai fini della formazione professionale continua dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Di certo non da parte del Consiglio nazionale di categoria. Perché se il rinvio c'è stato, l'iniziativa è frutto di azioni degli ordini territoriali che, in virtù della loro autonomia in materia di formazione, hanno una certa libertà di azione. Fatti salvi, però, quei criteri di uniformità che farebbero venire meno principi «di evidente disparità di trattamento». Con un'informativa ad hoc (34/2011) il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili Claudio Siciliotti scende in campo in materia di formazione professionale continua per chiarire i dubbi sollevati «da numerosi colleghi» preoccupati che le posizioni assunte da alcuni ordini territoriali sul tema fossero state assunte sulla base di indicazioni arrivate dallo stesso ente nazionale.

Il contesto

La vicenda prende le mosse dalla decisione dei presidenti di alcuni ordini territoriali di categoria (Roma, Milano, Torino e Napoli) di prorogare i termini entro i quali gli iscritti avrebbero potuto conseguire i crediti validi per la formazione professionale continua che, per regolamento, è distribuita su tre anni. Una determinazione che aveva fatto fioccare immediate polemiche soprattutto da parte di chi, invece, aveva applicato in maniera rigorosa le prescrizioni contenute nel regolamento messo a punto dal Cndcec nel 2008. Questo (predisposto in applicazione del dlgs 139/05) trasforma il dovere deontologico della formazione continua, in un obbligo giuridico di aggiornamento professionale e stabilisce che il periodo formativo dovrà decorrere per tutti (dottori commercialisti ed esperti contabili) dal 1° gennaio 2008. Secondo il provvedimento, modificato poi a fine 2009, per l'assolvimento dell'obbligo di formazione l'iscritto all'albo è tenuto a acquisire 90 crediti formativi professionali in ciascun triennio formativo, con un minimo di 20 crediti annuali. Tramite le attività di formazione a distanza gli iscritti possono acquisire un massimo di 15 crediti formativi annuali. Ed è lo stesso Consiglio nazionale, si legge nel testo, a coordinare, promuovere e indirizzare lo svolgimento della formazione professionale continua e orientare verso le nuove aree di sviluppo della professione. Tutte condizioni che avevano posto in molti il dubbio che la concessione della proroga fosse stata avallata direttamente dallo stesso organo centrale.

L'informativa

La nota, dunque, chiarisce che da parte del Consiglio nazionale non è stata fornita alcuna indicazione al riguardo, né per ciò che riguarda la proroga né per quello che riguarda la concessione di due crediti per ogni ora di formazione in modalità e-learning. Anche perché, «qualora il Consiglio nazionale avesse assunto un tale indirizzo, lo avrebbe portato a conoscenza di tutti gli ordini territoriali con apposita informativa». Ma non solo, perché nell'informativa viene chiarito soprattutto, facendo riferimento alla disciplina istitutiva dell'albo unico (dlgs 139/05), che le decisioni riguardanti «sia la regolamentazione della formazione sia il potere di deliberare i provvedimenti disciplinari per il mancato obbligo formativo ricadono nell'ambito di autonomia degli ordini». Nello stesso tempo, comunque, il Consiglio ha richiesto agli Ordini in questione di fornire informazioni sulle «motivazioni che hanno supportato la scelta, non tacendo, in ogni caso, la preoccupazione che può derivare da una evidente disparità di trattamento di casi analoghi sul territorio nazionale». Nella nota informativa, infine, il Cndcec interviene anche sul tema della formazione a distanza precisando che il raddoppio dei crediti che si possono conseguire per ogni ora di formazione a distanza non è stato «mai richiesto e tanto meno concesso dal Consiglio nazionale agli ordini territoriali».

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