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Previdenza commercialisti, confronto a distanza

del 30/04/2011
di: La Redazione
Previdenza commercialisti, confronto a distanza
«Sono sbalordito e sorpreso dalle dichiarazioni di Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, sulla possibile commistione di diverse figure nell'ambito della previdenza dei ragionieri. Nel caso queste dichiarazioni fossero venute da altra figura non sarebbe stato il caso di commentarle, ma se provengono dal presidente di un'unica categoria professionale è giusto che gli iscritti all'Istituto previdenziale dei ragionieri si pongano degli interrogativi». Così Paolo Saltarelli, presidente Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, replica con un comunicato alla lettera (ItaliaOggi di ieri) con cui il presidente del Cndcec ha smentito che sia stato un «conciliabolo» sul futuro previdenziale dei ragionieri. «Il presidente Siciliotti avrebbe potuto e dovuto spendere meglio la sua autorevolezza allo scopo di dare un contributo, in quanto presidente di tutti, alla soluzione dell'assetto previdenziale della categoria dei commercialisti nell'ambito dell'Albo unico. Sono dispiaciuto di quanto affermato da Siciliotti», conclude Saltarelli nella nota, «ma credo lo saranno ancora di più i 40 mila colleghi che credevano ormai di appartenere alla stessa famiglia e, quindi di godere, di pari dignità». « Se c'è qualcuno di stupefatto quello sono io», gli risponde a stretto giro il presidente Siciliotti, « in primo luogo, nel constatare che il presidente Saltarelli non ritiene di spendere una parola sul falso giornalistico che ha dato origine alla vicenda e che lo riguarda al pari del sottoscritto. In secondo luogo, perché davvero non si capisce cosa ci si aspetti che possa pensare di una commistione, ancorché previdenziale, tra liberi professionisti riconosciuti e lavoratori autonomi non iscritti ad Ordini chi, come il sottoscritto, si batte da anni perché il futuro della nostra professione non venga pregiudicato da coloro che in più occasioni hanno definito il nostro Ordine un ente inutile». «Ho profondo rispetto per chi ha il compito di gestire la previdenza degli iscritti all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili», prosegue Siciliotti, «ma ne pretendo altrettanto, perché ciascun presidente ha i propri doveri cui attendere e non può pensare di risolvere i propri problemi inventandosi di sana pianta nemici che non esistono. Quanto alla minaccia, nemmeno troppo velata, di quello che penseranno i 40.000 colleghi ragionieri commercialisti, la rispedisco al mittente. Sono anni che vengo attaccato, spesso in modo becero, proprio perché ho sempre creduto in una professione forte e unita, in cui dottori commercialisti e ragionieri commercialisti lavorassero insieme per costruire un futuro comune migliore di quello che avrebbero potuto essere due futuri divisi. Questi tre anni testimoniano quanto ciò fosse giusto», conclude Siciliotti, «se qualcuno pensa di usare la previdenza per dividere la categoria, ha fatto male i suoi conti».
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