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Denaro da digitale a reale

del 30/04/2011
di: di Antonio Ciccia
Denaro da digitale a reale
Tempo dieci anni per il rimborso della moneta elettronica e commissioni sul rimborso solo in casi specifici. Queste alcune novità contenute nello schema di recepimento della direttiva 2009/110/Ce concernente l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica (Imel), che modifica le direttive 2005/60/Ce e 2006/48/Ce e che abroga la direttiva 2000/46/Ce. Ricordiamo che il denaro digitale consente pagamenti che poggiano su una provvista di denaro fisico che viene «caricata» su un deposito virtuale e poi spesa sia su internet sia negli ordinari canali commerciali.

Il dipartimento del tesoro ha dunque predisposto un documento di consultazione messo a disposizione sul sito www.dt.tesoro.it, con la possibilità per gli interessati di far pervenire entro il 13 maggio 2011 contributi ed osservazioni. Nel dettaglio viene data attuazione a un punto specifico delle direttive prevedendo il diritto del detentore di moneta elettronica di ottenere, su richiesta, dagli emittenti il rimborso della moneta elettronica in ogni momento e al valore nominale, secondo modalità indicate espressamente nel contratto di emissione. Come spiega la relazione illustrativa, la disposizione integra l'assetto normativo attuale che, in linea con le disposizioni della previgente direttiva Imel 2000/46/Ce, stabiliva il solo principio del rimborso al valore nominale della moneta elettronica. Si aggiunge la disciplina espressa dei termini di prescrizione con riferimento all'estinzione del diritto al rimborso. Sul punto non vi sarebbero specifiche indicazioni da parte della direttiva e la prassi adottata da numerosi emittenti (sia Imel sia banche) è stata quella di prevedere, mediante speciali clausole contrattuali, l'estinzione del diritto al rimborso del valore monetario residuo trascorsi dodici mesi dalla scadenza del rapporto; trascorso l'anno scatta il conseguente diritto dell'emittente di moneta elettronica di trattenere le relative somme. Lo schema di recepimento della normativa comunitaria vuole evitare l'elusione dei principi sanciti dalla direttiva in materia di diritto al rimborso: per questo si propone l'introduzione di una norma che precisa che l'estinzione del diritto al rimborso è assoggettata al termine di prescrizione ordinario di dieci anni, secondo quanto previsto dall'articolo articolo 2946 del codice civile. Sempre in tema di rimborsi è la proposta integrazione del Testo unico bancario con l'articolo 126-novies, disciplinando gli unici casi in cui, se previsto dal contratto, il rimborso della moneta elettronica è assoggettato a commissione. La relazione illustrativa spiega che si tratta di una novità rispetto alla direttiva previgente che si limitava a prevedere il solo diritto di rimborso al valore nominale a richiesta del detentore della moneta

Secondo lo schema, dunque, il rimborso della moneta elettronica può essere soggetto al pagamento di una commissione adeguata e conforme ai costi effettivamente sostenuti dall'emittente, solo se previsto dal contratto e in uno dei seguenti casi: rimborso chiesto prima della scadenza del contratto; recesso del detentore di moneta elettronica prima della sua scadenza; rimborso chiesto più di un anno dopo la data di scadenza del contratto.

Più in generale lo schema chiarisce l'estensione all'emissione di moneta elettronica delle norme di trasparenza previste Testo unico bancario, specificando l'ambito dei soggetti tenuti alle relative prescrizioni. Il documento, inoltre, chiarisce quali soggetti possono emettere moneta elettronica: Banca centrale europea, banche centrali comunitarie, Poste italiane, Stato italiano e altri Stati comunitari, pubbliche amministrazioni statali, regionali e locali. La formulazione proposta consente ai soggetti pubblici di emettere moneta elettronica soltanto se le disposizioni di settore che li disciplinano consentono tale forma di operatività; in mancanza di tale autorizzazione ex lege anche i soggetti di natura pubblica dovranno costituire un Imel per svolgere la relativa attività.

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