All'organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (Oam) spetterà il compito di gestione degli elenchi degli agenti e della verifica da parte di questa categoria di professionisti della disciplina a cui sono sottoposti. Il passaggio per l'elenco è da natura pubblicistica a struttura privatistica. Per l'Abi sulla nascita dell'Oam pendono delle criticità e in particolare due attinenti la prima, alla non chiarezza del ruolo delle associazioni degli intermediari e agenti e mediatori, sia con riferimento alla costituzione, sia con riferimento al finanziamento sia alla responsabilità di soci e dei componenti del board. La seconda, invece attiene all'avvio delle nuove disposizione dal 1° gennaio 2012.
Sulla creazione dell'Oam Banca d'Italia ha aperto un tavolo di confronto a cui siedono, oltre l'Istituto, anche l'Abi, e le altre associazioni di categoria come Assofin, Assilea e Assifact. Ognuna di queste associazioni dovrà predisporre un elenco di possibili candidati al board. Per l'Abi sarebbe importante definire, dal punto di vista normativo, la netta separazione delle responsabilità giuridiche e patrimoniali di ogni tipo tra le associazioni che contribuiscono a costituire l'organismo e l'organismo stesso ed evitare ricadute reputazionali.
Le correzioni proposte dall'Abi e che, con buona probabilità, potranno trovare accoglimento, riguardano una modifica dell'articolo 128 undecies Tub per eliminare dall'Oam la qualifica di associazione avente personalità giuridica di diritto privato. Il ruolo dell'Abi e delle altre associazioni è quello di dar vita a un comitato promotore per l'avvio dell'organismo. Ed è in questo contesto, spiegano nel documento, che potrebbe essere previsto eventualmente un contributo economico figurativo a carico delle associazioni partecipanti al comitato non superiore ai 10 mila euro.
Il comitato dovrebbe avere due compiti porre in essere attività per l'atto costitutivo e contribuire a individuare il pool di banche che finanzieranno lo start up dell'organismo il cui fabbisogno, stimato da Banca d'Italia in 3,1 mln di euro appare per l'Abi sottostimato.
Il comitato si scioglierebbe nel momento in cui l'Oam diventa operativo e la responsabilità non toccherebbe l'operato dell'Oam.
