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Cassa ragionieri apre ai praticanti

del 29/04/2011
di: di Ignazio Marino e Benedetta Pacelli
Cassa ragionieri apre ai praticanti
La cassa dei ragionieri si apre ai praticanti dottori commercialisti ed esperti contabili. Il ministero del lavoro ha approvato due delibere proposte dal consiglio di amministrazione dell'ente che definiscono le modalità di preiscrizione dei tirocinanti di cui all'articolo 40 dlgs 139/2005 (sezione a e b dell'albo unico). Lo rende noto lo stesso presidente della Cnpr, Paolo Saltarelli, con un comunicato stampa. Intanto l'indiscrezione che i ministeri vigilanti sarebbero pronti ad avallare l'apertura dell'istituto pensionistico dei ragionieri ai professionisti senza albo ha messo in subbuglio l'intera categoria.

L'apertura ai tirocinanti. Le due delibere, approvate ieri, risalgono al 16 aprile 2008. E sono rimaste in stand by fino a ieri per via dell'impugnativa da parte della Cassa dei dottori commercialisti innanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tuttavia, spiega il ministero del lavoro nella sua comunicazione, «tenuto conto che non sussiste nessuna istanza di sospensiva è stata formulata e soprattutto che non è ancora stata fissata l'udienza di trattazione nel merito, esaminati gli atti e svolto un ulteriore approfondimento istruttorio, si ritiene opportuno procedere all'approvazione». «La preiscrizione dei praticanti», spiega Saltarelli, «prevede il pagamento di un contributo simbolico finalizzato ad accumulare anzianità di carattere contributivo anche nel periodo del tirocinio. Ciò va a tutelare i giovani professionisti, che hanno risentito più di tutti della crisi economica e che corrono il rischio di una forte penalizzazione previdenziale dovuta al peso dei precedenti sistemi pensionistico-assistenziali». Ma non solo. Valutata la sostenibilità finanziaria, in contemporanea il ministero del lavoro ha approvato la delibera che ha esteso, su base volontaria e a titolo oneroso, la tutela sanitaria integrativa di cui all'art. 5 del Regolamento per i trattamenti assistenziali e di tutela integrativa, a favore dei tirocinanti che accedono all'istituto della preiscrizione.

L'apertura ai senza albo. La possibilità di aprire le porte a quelle professioni affini all'area economico-contabile e prive di copertura previdenziale per dare fiato alla cassa ragionieri (si veda ItaliaOggi di ieri) ha riacceso la polemica all'interno delle rappresentanze sindacali di categoria. «Se apriamo la cassa ai revisori legali senza albo» dice Luigi Carunchio dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, «innalziamo al ruolo di professione ordinistica ciò che oggi è una funzione del dottore commercialistica e per di più senza risolvere il problema. Perché ad aderire sarebbe una minima platea che non amplierebbe la base dei contribuenti. Quello che preoccupa oggi, dice invece Marco Rigamonti il presidente dell'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili, è che si punta a cercare la soluzione agli equilibri di sostenibilità «attraverso l'allargamento dell'asfittico bacino demografico a soggetti non ordinistici. È evidente che così dopo i revisori legali, avrebbero legittima aspettativa i tributaristi della Lapet, dell'Int, dell'Ancot. Il timore vero e reale è che crolli tutta l'impalcatura e si scateni il marketing previdenziale alla ricerca dell'ultimo iscritto». Più morbido Raffaele Marcello, dell'Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili, che considera l'ingresso dei senza albo «un male necessario», perché se da più parti si continua a dire che i flussi demografici possono minare la sostenibilità dei bilanci, allora è ovvio iniziare a cercare da qualche altra parte le risorse». Ma attenzione, avverte, «questo non significa aprire o leggittimare nuove figure professionali, ma solo garantire il futuro previdenziale dei nostri iscritti». Preferisce non esprimere giudizi sull' opportunità o meno dell'apertura ai senza albo, Vilma Iaria dell'Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sindacato unitario che punta a ricordare invece che i revisori contabili in generale sono avvocati, dottori commercialisti, ragionieri commercialisti e che hanno già una loro cassa di previdenza. «Saranno gli organi di vigilanza a valutare l'utilità e l'opportunità di una tale operazione».

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