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Sotto condizione la ritenuta sui pignoramenti presso terzi

del 29/04/2011
di: di Andrea Bongi
Sotto condizione la ritenuta sui pignoramenti presso terzi
Ritenute sui pignoramenti presso terzi: l'obbligo sorge quando il credito pignorato è oggettivamente riferito a somme per le quali le norme fiscali prevedono l'applicazione della ritenuta. Quest'ultima non dovrà invece essere effettuata da parte del terzo erogatore quando la somma oggetto di pignoramento presso terzi non rientra fra quelle assoggettabili alla ritenuta alla fonte sulla base delle disposizioni del dpr 600/73. Si tratta di uno dei principali chiarimenti forniti da Assofiduciaria nella comunicazione n.2011-029, diramata ieri a tutte le imprese associate, in ordine al nuovo obbligo di assoggettamento alla ritenuta alla fonte delle somme oggetto di pignoramento presso terzi di cui all'articolo 21, comma 15, della legge n.449/1997 e dell'articolo 15, comma 2, del DL 78/2010. Chiarimenti che Assofiduciaria ha ritenuto opportuno diffondere alle proprie associate anche a seguito delle posizioni assunte sul tema dall'amministrazione finanziaria nella recente circolare n.8/e del 2 marzo scorso. Perché sorga l'obbligo di effettuare la ritenuta alla fonte a carico del terzo erogatore, ricorda la comunicazione in commento, occorre che vengano contemporaneamente soddisfatte tre condizioni: si tratti di una somma per la quale deve essere operata una ritenuta alla fonte; il creditore pignoratizio sia un soggetto passivo Irpef ed infine, il terzo erogatore rivesta a sua volta la qualifica di sostituto d'imposta. Il venir meno anche di uno solo dei requisiti indicati fa decadere dall'obbligo di assoggettamento alla ritenuta d'acconto le somme pignorate.

Il terzo erogatore, ricorda giustamente Assofiduciaria, non è obbligato ad effettuare indagini circa la qualificazione reddituale delle somme oggetto di pignoramento essendo normativamente prevista una aliquota unica della ritenuta stessa nella misura del 20 per cento. Eventuali dubbi circa la reale natura del reddito pignorato o relativamente all'importo sul quale debba essere applicata la ritenuta stessa devono essere opportunamente rimossi dal terzo esecutato attraverso una attestazione del debitore pignorato resa ai sensi e per gli effetti degli articoli 46 e 47 del dpr 445/2000. La comunicazione in commento si sofferma anche sulla delicata questione della cosiddetta «doppia ritenuta» che si verifica allorquando le somme da corrispondere al creditore pignoratizio siano poi soggette ad un'ulteriore ritenuta in aggiunta a quella operata all'atto del pignoramento presso terzi. Per limitare al massimo detti fenomeni sarebbe opportuno che nell'udienza ex art.547 cpc, il terzo esecutato rappresenti di essere anche il soggetto tenuto all'effettuazione delle ritenute alla fonte (ad esempio perché datore di lavoro) in modo da garantire che la somma oggetto di pignoramento e di successiva assegnazione sia già al netto di tale prelievo alla fonte. Assofiduciaria pone poi l'attenzione sugli adempimenti che la nuova normativa pone a carico del soggetto terzo erogatore. Quest'ultimo dovrà innanzitutto provvedere ad operare e versare la ritenuta alla fonte del 20 per cento sulle somme pignorate entro il giorno 16 del mese successivo utilizzando l'apposito codice tributo 1049. Dovrà poi procedere, anche in unica soluzione su base annuale, alla comunicazione al debitore dell'ammontare delle somme erogate al creditore pignoratizio e delle ritenute effettuate. In seguito, entro i termini ordinari, certificare al creditore pignoratizio l'ammontare delle somme erogate e le ritenute effettuate sulle stesse indicando poi nella dichiarazione dei sostituti d'imposta i dati del creditore pignoratizio e del debitore nonché le somme erogate e le ritenute effettuate.

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