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Giudici tributari, sciopero a luglio

del 28/04/2011
di: di Valerio Stroppa
Giudici tributari, sciopero a luglio
Giudici tributari pronti allo sciopero. Se il meccanismo retributivo non cambierà a breve, dal prossimo 1° luglio i componenti delle commissioni tributarie si asterranno dalle udienze. A preannunciarlo è l'Associazione magistrati tributari in una lettera inviata al ministro dell'economia, Giulio Tremonti. La proposta di riforma dei compensi elaborata dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, che si basa sull'introduzione del contributo unificato, sembra aver trovato l'apertura del governo in occasione della giornata celebrativa del 15 aprile scorso. «Restiamo tuttavia in attesa che le positive dichiarazioni del sottosegretario Casero si concretizzino in iniziative operative», evidenzia il presidente dell'Amt, Ennio Attilio Sepe, «anche un anno fa si parlò di tavoli di lavoro che avrebbero dovuto affrontare diversi temi, tra cui il trattamento economico dei giudici, e poi mai decollati. Nella lettera al ministro abbiamo anticipato che siamo pronti all'astensione dalle udienze». Dal 1° luglio, data di entrata in vigore degli accertamenti esecutivi introdotti dal dl n. 78/2010, le istanze di sospensione aumenteranno in maniera esponenziale. «E' evidente la necessità di riconoscere un compenso accessorio anche alle ordinanze in merito alle istanze di sospensione, al momento non previsto», chiosa Sepe, «senza tener conto che, per effetto degli irrisori compensi previsti oggi, alcune commissioni faticano a formare i collegi che devono occuparsi di cause milionarie, molto complesse dal punto di vista tecnico e che richiedono professionalità, impegno e dedizione».

La proposta di riforma dei compensi predisposta dal Cpgt, guidato dal presidente Daniela Gobbi, prevede un aumento del compenso fisso (dagli attuali 311 euro a 1.000 euro mensili per i giudici, fino a 1.800 euro mensili, contro gli attuali 415, per i presidenti di commissione) nonché di quello variabile, e si basa sull'introduzione di un contributo unificato proporzionale al valore della controversia, similmente a quanto accade nelle altre giurisdizioni (civile e amministrativa). «L'esecutività degli avvisi di accertamento comporterà un aggravio considerevole sui carichi delle commissioni in termini di sospensive», spiega Gobbi a ItaliaOggi, «e visto che, a parità di risorse, le udienze si moltiplicheranno, i già modesti compensi di fatto risulterebbero ulteriormente ridotti». Senza tenere conto delle difficoltà di tempistica: ad oggi i due gradi di merito nella giustizia tributaria si risolvono in circa un paio d'anni, con termini decisamente più rapidi rispetto ai tribunali civili. Ma con la possibile «invasione» di sospensive, l'attività delle commissioni rischia seriamente di essere rallentata, tenuto anche conto che ad oggi i giudici tributari possono tenere udienza solo al mattino, non essendoci per il pomeriggio la disponibilità di personale amministrativo del ministero. «È necessario intervenire con un intervento di ampio respiro, non solo sui compensi dei giudici, ma anche mettendo a disposizione delle commissioni un maggior numero di segretari», chiosa Gobbi, «ciò garantirebbe maggiore efficienza. E maggiore efficienza, a sua volta, significherebbe maggiore certezza del diritto, con vantaggi sia per lo Stato che per il contribuente».

Ma le soluzioni ipotizzate dal Cpgt in ordine ai grandi temi legati alla giustizia tributaria non si risolvono solo con la rimodulazione dei compensi. Relativamente alla cronica carenza di organico (si veda ItaliaOggi del 20 aprile 2011), il Consiglio bandirà entro l'estate un concorso da circa 950 posti complessivi, tra giudici (circa 600) e «graduati». Inoltre, il Cpgt chiede a gran voce di rimuovere la norma che impone il vincolo di residenza nel quale si svolge l'attività (consentendo quindi le applicazioni fuori regione a cura del Cpgt, anche per la Ctc). Per quanto riguarda l'ipotesi di riforma del sistema del contenzioso tributario, respinta con forza l'idea circolata nelle scorse settimane che prevedeva l'introduzione di una conciliazione preventiva e la soppressione del giudizio di appello, il Cpgt propone invece la possibilità «di studiare soluzioni che consentano di ridurre il contenzioso di valore economico minimo, con la previsione di un ruolo aggiunto che accorpi le pratiche seriali che non presentano particolari difficoltà interpretative». Spazio, infine, alla formazione del personale giudicante: «sono necessarie risorse sia per la formazione giuridica sia per quella informatica, per potenziare il processo telematico», conclude Gobbi, «consentendo l'informatizzazione e lo scambio informatico dei dati tra Cpgt, commissioni e giudici attraverso un'interfaccia telematica. Inoltre, presto avvieremo una serie di incontri tra i magistrati della cassazione tributaria e alcuni giudici selezionati dal Consiglio su temi di particolare complessità interpretativa. Così come proseguirà l'attività di formazione, sempre coordinata dal Consiglio, in collaborazione con università e ordini professionali».

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