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Geometri a confronto sul futuro

del 27/04/2011
di: La Redazione
Geometri a confronto sul futuro
Lo scorso 24 gennaio il mondo dei professionisti ha incontrato la società civile trasformando così la consueta Assemblea dei presidenti del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati in uno spazio di dibattiti. Quello di lunedì scorso è il secondo di una serie di appuntamenti «che vogliamo cercare di portare avanti istituendo questa tradizione che prevede che a ogni assemblea saranno invitati esponenti della società civile per capire meglio il destino dei nostri giovani e cercare di cogliere, con voci esterne alla categoria, i cambiamenti della società in cui viviamo per cercare di arricchire la nostra professionalità e migliorare sempre le nostre competenze», ha sottolineato Fausto Savoldi, presidente del CngeGl (Consiglio nazionale geometri e geometri laureati). Il primo ospite dell'Assemblea, il sociologo De Masi, ha incantato la platea con un excursus magistrale dei tempi passati e presenti finalizzato ad analizzare meglio i tempi futuri, mentre Alex Bellini, il navigatore solitario, ha sottolineato l'importanza di avere nella vita una meta, il coraggio di inseguire un sogno anche andando controcorrente. «Si deve riflettere sulle trasformazioni che viviamo oggi e che riguardano soprattutto il mercato del lavoro. Oggi ci sono più di due milioni di giovani che non riescono a trovare lavoro che sono condannati a consumare senza lavorare», ha spiegato il sociologo. «Non è vero che la disoccupazione dipende dalla crisi perché quando torneranno i soldi, si compreranno macchine nuove e più efficienti e non assumeranno altro personale. La disoccupazione aumenta a causa della globalizzazione e della tecnologia», continua De Masi, che avverte, «in Italia i giovani non sono più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attività lavorativa, e nel futuro questo dato non potrà che aumentare perché il lavoro residuo dovrà essere ridistribuito». E allora come poter far fronte a questo scenario di crisi che investe e investirà soprattutto l'occupabilità giovanile? Non ci sono risposte facili e neppure immediate. Ma dall'ultimo rapporto Censis emerge un dato significativo per la categoria: le imprese hanno denunciano la mancanza di circa 150 mila professionisti da assumere, soprattutto di quelli di area tecnica. C'è dunque ancora spazio per progettare il futuro, soprattutto il futuro dei giovani geometri? Il CngeGl (Consiglio nazionale geometri e geometri laureati) guarda al mondo della scuola e della formazione e punta dritto agli Its (Istituti tecnici superiori), scuole speciali di tecnologia, la nuova sfida dell'istruzione post secondaria che intende migliorare l'occupabilità dei giovani garantendo la costante integrazione tra scuola, imprese e mondo del lavoro. Forse non è questo il percorso per la soluzione del problema della disoccupazione tout-court, ma è senz'altro una possibilità che la categoria intende vivere da protagonista, intervenendo nella formazione dei ragazzi in prima persona, partecipando ai comitati scientifici, all'insegnamento e preparando i giovani al post secondario che sarà la sostituzione del tirocinio professionale determinante per l'accesso all'Albo. Una categoria dunque predisposta al rinnovamento e pronta alla sfide future, che sarà nei prossimi dieci anni una categoria in rosa. «Nel 2020 in tutto il mondo le donne vivranno almeno tre anni più degli uomini. Il 60% degli studenti universitari, dei laureati e dei possessori di master saranno donne. Le donne saranno al centro del sistema sociale e ne gestiranno il potere con la durezza che deriva dai torti subìti nei 10 mila anni precedenti. I valori fin qui coltivati prevalentemente dalle donne (estetica, soggettività, emotività, flessibilità) avranno colonizzato anche gli uomini. Entrambi condivideranno le attività di produzione e di cura. Negli stili di vita prevarrà l'androginìa», afferma De Masi, che conclude, «siate cultori e amanti dell'estetica perché più di ogni altra disciplina porta alla felicità e portate l'estetica nelle opere che realizzerete perché ve ne saremo sempre grati».

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