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Studi di settore, arrivano i modelli

del 27/04/2011
di: di Andrea Bongi
Studi di settore, arrivano i modelli
Operazione studi di settore 2011, si completano le bozze della modulistica mentre resta l'attesa per il software. È infatti disponibile, da ieri, sul sito delle entrate, anche la versione in bozza della parte generale delle istruzioni al modello studi di settore da allegare a Unico 2011, che va a completare le bozze delle istruzioni e dei modelli relative ad ogni singolo studio di settore già in rete da alcuni giorni.

È dunque un primo significativo passo verso il completamento della modulistica necessaria per compilare gli studi di settore anche se il passaggio più atteso resta la diffusione delle prime implementazioni del software Gerico 2011, correttivi anticrisi compresi. Le istruzioni pubblicate ieri contengono in allegato l'elenco completo degli studi di settore in vigore per il periodo d'imposta 2010 con l'indicazione specifica di quelli che si sono evoluti, proprio con effetto da tale periodo d'imposta, sulla base della revisione ordinaria triennale.

Le evoluzioni riguardano ognuno dei comparti di attività economica sulla base dei quali sono suddivisi i modelli per gli studi di settore (si veda tabella in pagina). Il numero maggiore di evoluzioni con effetto dal periodo d'imposta 2010 riguarda i comparti delle manifatture ed il commercio (21 studi evoluti per ciascuna). Seguono poi il comparto dei servizi (20 evoluzioni) e le professioni (6 studi evoluti).

Per il resto le istruzioni – parte generale - messe in rete ieri riepilogano a grandi linee cosa sono gli studi di settore, come si applicano e quali sono i soggetti esclusi dall'applicazione dello strumento di accertamento.

In particolare le istruzioni ricordano che gli studi di settore si rendono applicabili anche nelle ipotesi di cessazione ed inizio dell'attività da parte dello stesso soggetto avvenuta entro sei mesi dalla data di cessazione e nelle ipotesi di cosiddetta «mera prosecuzione» di attività svolte da altri soggetti. Tale ultima ipotesi può verificarsi, ad esempio, nelle situazioni di acquisto o affitto di azienda, successione o donazione di azienda, trasformazione, scissione o fusione di società.

La bozza delle istruzioni ricorda inoltre il corretto comportamento che i contribuenti devono tenere nell'ipotesi di contemporaneo esercizio di più attività economiche non rientranti nel medesimo studio di settore. In tali ipotesi occorre infatti valutare l'incidenza delle attività economiche non prevalenti sul totale dei ricavi conseguiti nell'anno. Se l'ammontare dei ricavi conseguiti dalle attività non prevalenti è pari o inferiore al 30 per cento dei ricavi complessivi, le risultanze dello studio di settore possono essere utilizzate dall'amministrazione finanziaria anche ai fini dell'accertamento. Se invece il totale dei ricavi delle attività non prevalenti è superiore al 30 per cento del totale complessivo, lo studio di settore potrà essere utilizzato esclusivamente ai fini della selezione delle posizioni ma non per l'accertamento del contribuente.

Il modello studi di settore dovrà essere compilato ed allegato alla dichiarazione dei redditi, anche da parte di alcune categorie di soggetti nei confronti dei quali l'attività di accertamento sulla base degli studi è comunque preclusa. Si tratta in particolare, come ricordano le istruzioni, dei contribuenti che determinano il loro redditi in base a criteri forfetari, dei contribuenti con ricavi compresi fra 5.164.569 e 7.500.000 euro nonché di coloro che rientrano nei casi di cessazione dell'attività, liquidazione ordinaria o in un periodo di non normale svolgimento dell'attività. In quest'ultimo caso occorrerà compilare anche il quadro «Note aggiuntive» di Gerico per indicare la motivazione che ha impedito il normale svolgimento dell'attività economica.

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